La linea jeans Liu Jo bottom up

I miei jeans Liu Jo: ultimi acquistiIo li adoro. Più li indosso e più li adoro. Perfetti. Riescono a domare anche le forme curvy, ammorbidendole, scolpendole, rendendole semplicemente armoniose, piacevoli da guardare. I jeans non sono più monopolio Levi§s per me, da quando esiste la linea bottom up della Liu Jo. Che siano a vita alta, bassa o normale, skinny, con la gamba svasata o dritta i jeans di questa azienda tutta italiana, nata nel 1995, riescono a snellire e a modellare le gambe e il sedere anche delle silhouette più rotonde.
Le collezioni Liu Jo includono denim dai tagli e dagli stili molto diversi per una vestibilità sempre in grado di valorizzare le forme, aggraziandole. Questi jeans sono divenuti da subito l’icona del brand, perché meglio di ogni altro capo riescono a sintetizzare la mission di questa azienda nata a Carpi, nel famoso distretto tessile italiano grazie a Marco e Vannis Marchi: “Esaltare la naturale bellezza di ogni donna, quella femminilità che solo uno stile glamour e raffinato sa interpretare e valorizzare”. I jeans Bottom up si caratterizzano per la doppia cucitura trasversale presente su entrambi i lati del capo. Tale cucitura ha proprio la funzione di sostenere, modellandolo e tirandolo su, il fondoschiena, per un risultato davvero unico e seducente. L’effetto bottom up è divenuto un tratto distintivo della linea jeans Liu Jo. Per me un must. Non so farne a meno. Trovo mi stiamo molto meglio degli altri jeans, proprio per la loro unica vestibilità. Finalmente un jeans che trasforma il mio punto vita in un punto di forza. In pratica i jeans fatti apposta per me. Mi smorzano le forme, facendomi sentire più a mio agio. Liu Jo ha saputo rendere estremamente femminile un capo pensato originariamente per l’uomo. In occasione degli ultimi saldi ho fatto una mega scorta di jeans Liu Jo all’outlet, anche se volendo, lo shop online permette sempre di fare ottimi acquisti a prezzi scontati. I miei ultimi due jeans Liu JoDalla scorsa estate anche Amburgo ha aperto le sue porte all’indiscutibile gusto e qualità italiani. L’unico punto vendita Liu Jo è a Jungfernstieg di fronte il mega store Nivea. Yuppy! Io amo il look Liu Jo perché è elegante ma fresco e contemporaneo. Liu jo non è solo jeans ma propone anche una linea accessori, scarpe, borse underwear e una linea uomo.

Le origini italiane dei jeans

Nonostante il nome inglese, del tutto fuorviante, ho scoperto oggi che “jeans” è il termine usato un tempo per designare le balle di fustagno, l’antenato del tessuto denim (da Nimes la città francese da cui proveniva questa stoffa color indaco detta tela “de Nimes”), fatto di cotone, lino e canapa, che arrivavano nei porti inglesi da Genova (detto alla francese Gènes da cui jeans), maggiore esportatrice in Europa di questa stoffa utilizzata inizialmente per coprire la mercanzia navale. Fu, poi, in California che Morris Levis Strauss, un mercante bavarese fallito, produsse e vendette nel 1853 il suo primo jeans con dei teli da tenda. Nel 1873 Levis Strauss ottenne il brevetto a produrre in esclusiva pantaloni in cotone robusto caratterizzati da cuciture tradizionali e rivetti di rame rinforzanti, idea del suo sarto Jacob Davis. Un capo che, indossato come over all, divenne la divisa da lavoro degli operai della ferrovia trans-americana, dei minatori, dei cowboy, cercatori d’oro, e degli agricoltori. Quel pantalone, agli esordi in tela marrone (successivamente tinto in indaco) e a cinque tasche firmato Levi’s arriva in Europa solo nel dopoguerra, anche se già da prima circolavano altri marchi. Ad aver determinato la diffusione del jeans, è stata prima la penuria di stoffe durante e dopo la seconda guerra mondiale, poi la simbologia che ha caratterizzato questo capo universale dagli anni 60 in poi. La ribellione giovanile di quegli anni trasforma quella vecchia divisa da lavoro nella divisa universale di chi si oppone al perbenismo conservatore e borghese e lotta per i diritti e la libertà individuale. Il primo capo globalizzato unisex che rende tutti uguali, figli dello stesso tempo. Ancora oggi il jeans unisce i quattro angoli della terra. Col jeans ci assomigliamo tutti, pur essendo, per effetto delle mode e delle interpretazioni, diversi l’uno dall’altro.
Similar Posts: