Primi passi, prime scarpe

Primi passi. Parole magiche, non credete?
Che si tratti di primi passi nel cuore di una persona, verso l’ufficio dei nostri sogni o di quelli di un lungo viaggio intorno al mondo, trovo queste parole piene di buon umore.

Ci sento dentro tutta l’eccitazione dell’attesa di qualcosa che inevitabilmente ci cambierà.
Un nuovo inizio verso quel bello che deve ancora venire. Positività.

Primi passi. Dinamismo. Un mettersi in moto verso qualcuno. Dall’altra parte, ovunque essa sia, questa parte, saremo più ricchi e meno soli. Troveremo approdo, accoglienza.

Una rinascita attraverso percorsi sconosciuti da osare. Mettersi in gioco.
Primi passi, e tutto è ancora possibile, siamo noi a decidere. Opportunità. Mi suggeriscono una sferzata di energia, motivazione, determinazione verso un nuovo obiettivo.

Primi passi, parole che echeggiano la voglia di credere in se stessi. Ma anche impegno, duro lavoro. E allora quei passi diventeranno mille e poi infiniti come le stelle e ci porteranno lontano sotto altri cieli.

In questo momento penso ai primi passi di Francesco Ioel. E’ stata una gioia grandissima vederlo lasciare la mia mano, cercare poi il suo equilibrio e andare, d’un tratto, veloce come un treno per la sua strada. Eccitato, divertito, felice si godeva con consapevolezza quella magnifica rocambolesca avventura. Perfettamente concentrato su se stesso, la sua personale sfida e affermazione di indipendenza. Accompagnava oggi passo con simpaticissimi versi. Poi, quando si fermava, rideva e si concedeva un vigoroso applauso. Era l’11 luglio e non lo dimenticherò più. Lo spazio che va dal divano alla porta del bagno della nostra casa vacanza si è trasformato per qualche secondo nell’umile teatro di un meraviglioso spettacolo.
L’inizio di una nuova fase della vita. Non so perché, ma da quando è nato, per me questo è stato il cambiamento che più mi ha più emozionato in assoluto. Non quando ha messo su il primo dentino o ha mangiato la sua prima pappa. Nemmeno quando mi ha chiamata mamma per la prima volta. Mi piace maledettamente vederlo sempre più sicuro nel suo passo, in se stesso. Sono felice quando lo vedo avanzare verso ciò che lo incuriosisce. Quando poi mi corre incontro e mi abbraccia stretto stretto…..vabbè…. nulla è più dolce e appagante, perché è lì che terminano i suoi infiniti giri nel suo mondo delle meraviglie, proprio lì tra le mie braccia. E sarà così per sempre…..(finchè nuora non ci separi!).

Primi passi, dunque prime scarpe.

Per una neomamma come me (so che vi state chiedendo: ‘ma come me, come?’) la scelta delle prime scarpine può risultare davvero faticosa. Per i bimbi che muovono i primi passi le scarpe sono molto di più che un semplice elemento da abbinare al resto dell’outfit. Pensiamo, infatti, a quanto tempo trascorrono in piedi i nostri bimbi. Bisogna considerare diversi fattori e soprattutto ricordarsi che i piedini dei nostri pargoletti sono delicati, plasmabili, con un arco plantare ancora da formare e privi di tono muscolare, pertanto non vanno costretti in scarpe belle e alla moda ma per nulla funzionali e adatte a sostenerli mentre corrono incontro alla vita. Le scarpe giuste sono quelle che assecondano la naturale crescita dei piedi dei nostri bimbi, permettendo loro un sano sviluppo fisiologico. Ricordo di aver interpellato il pediatra e sentito il parere dell’osteopata, per essere sicura di acquistare la scarpina giusta. Una mattina con una delle mie sorelle ci siamo trattenute al telefono sull’argomento per più di un’ora e alla fine ci siamo prese un po’ in giro per quell’eccesso di serietà…ma poi siamo ritornate serie dopo due minuti :) Insomma, mentre cercavo di fare la scelta migliore e di passare al vaglio tutto l’assortimento esistente al momento sul mercato (ecco cosa intendevo, quando ho scritto ‘per una neo mamma come me’ :) ), facendo impazzire le commesse di tutti i negozi del centro, il piedino di Francesco è cresciuto di un numero e solo allora mi sono accorta del passare del tempo e ho deciso di mettere un punto a quel loop. Dovevo smettere di raccogliere informazioni e semplicemente sperimentare quale era la scarpetta giusta per il mio cenerentolo in erba. Soprattutto che in un battibaleno al primo paio sarebbe seguito il secondo, il terzo, il quarto e il quinto e poi e poi…ma nel passaggio progressivo dall’uno all’altro, mi sono dovuta rassegnare, le incertezze e le difficoltà non sono andate di certo diminuendo, perché la scarpetta per la spiaggia, ovviamente, comporta una serie di considerazioni diverse da quelle che valgono per il ragnetto estivo o la sneakers per i mezzi tempi.

Ma procediamo con ordine.

La finta scarpetta: Slip on Original Marines

La prima scarpetta in assoluto di Francesco Ioel è stata una fighissima slip on a scacchi grigi e neri di Original Marines. Una finta scarpetta comprata per il puro gusto di non vederlo più in calzini, che fanno tanto poppante. Francesco ancora non camminava, aveva 8 mesi. Il suo divertimento più grande era togliersene una e tenersela in mano per poi perderla in giro al mio primo colpo di distrazione. Puntualmente mi vedevo correre dietro dal tizio di turno che, affannato, riportava la scarpetta al suo piccolo legittimo proprietario. A quel punto ricominciava il gioco dall’inizio ;)

Step Up con Bobux

A dieci mesi Francesco si tirava già sù da solo, muoveva i primi passi, aggrappandosi a mobili, sedie, gambe e mani di chiunque gli capitasse a tiro. Con la stessa maestria di un macaco in gabbia, passava da un appoggio all’altro tra capocciate e capitomboli. Era il momento di passare alla scarpetta vera, perché Francesco, quando eravamo in giro, non voleva più starsene nel passeggino come un re in carrozza. Lui preferiva le prime file della cavalleria. Dietro suggerimento del nostro osteopata, optai per una carinissima scarpetta sportiva edge navy della Bobux, pensata proprio per la fase di step up.

 

 

Le prime scarpe di Francesco - Le Bobux

 

La bobux è un’azienda neozelandese nota per le sue scarpe estremamente leggere e flessibili, fatte con pelli naturali, morbide e traspiranti, e tessuti di qualità. Qualunque sia la fase di sviluppo dei nostri bimbi, le bobux garantiscono ai loro piedini totale libertà di movimento e di sviluppo senza rinunciare alla protezione dall’ambiente esterno. Una scarpa che c’è ma non si sente e non costringe. Sono totalmente affascinata e concorde con la filosofia di questa azienda, secondo la quale se vogliamo garantire ai piedini dei nostri figli un benessere naturale, dobbiamo lasciarli il più possibile a piedi nudi, soprattutto nel primo anno di vita, evitando suole rigide (a ferro da stiro come le definisco io), materiali scadenti e tomaie strette. Il 70% dell’informazione che arriva al cervello del bambino su come camminare, arriva dai nervi della pianta del piede, per cui più diretto è il contatto col suolo, migliore sarà la comprensione dell’ambiente circostante e più efficiente lo sviluppo della sua capacità di movimento. Da questo assunto lo sforzo costante di questa azienda nel progettare scarpe che imitano la libertà dei piedi scalzi. Visitate il loro sito, troverete tante informazioni utili e una guida per individuare la fase di sviluppo del piedino del vostro bimbo e capire quali sono le caratteristiche che la scarpa adatta a lui deve avere. Mio malgrado quelle scarpe non hanno avuto grosso successo con Francesco Ioel. Il suo piedino aveva la tendenza a piegarsi sul lato esterno in quelle scarpine poco strutturate. Il suo passo non sembrava sicuro. Preferiva piuttosto gattonare. Forse semplicemente non era ancora pronto. Tornerò a riacquistare le bobux, perché sono convinta che queste scarpe siano davvero ottime e sono anche sicura del fatto che Francesco, in una fase diversa del suo sviluppo, imparerà ad apprezzarle. Ma nel delicatissimo passaggio dal gattonamento alla messa in piedi, ho voluto provare qualcosa di completamente diverso per il mio bambino.

D’estate arrivano i ragnetti!

Con l’arrivo della primavera è stato necessario acquistare delle scarpine semi aperte per Francesco Ioel. Ho optato per il classico ragnetto, artigianale in tela blu navy (lo so che sono monotona ma il blu è il mio colore preferito!) con suola in gomma, il plantare interno in pelle, il talloncino e la punta rinforzati. E’ con queste scarpine al 13esimo mese che Francesco ha iniziato ad andar da solo.

Insieme a queste scarpine, ho comprato poi un ragnetto completamente in gomma, rosso e giallo fluorescente per la spiaggia. Acquisto azzeccassimo. Lo abbiamo sfruttato tantissimo, perchè, avendo il cinturino alla caviglia, stava ben fermo al piede, proteggendolo dai sassolini e dalla sabbia bollente. Alla fine poi anche per il parco si è rivelato utilissimo e resistente. La suola antiscivolo ci ha protetti anche sui terreni più insidiosi, salvando il popò da non so quanti colpi.

 

le prime scarpe per il mare di Francesco - Comodi ragnetti in plastica

Dalla Nuova Zelanda alle Marche: Le Falcotto

Passata l’estate e cresciuto il piedino, siamo ritornati, per la gioia delle commesse, di nuovo a dare uno sguardo in giro per comprare già il quarto paio di scarpe, questa volta chiuse. Disposta a rivedere le mie convinzioni (cosa non si fa per i figli!) su come debba essere la scarpa adatta ai piedini di mio figlio, sono passata a una scarpa completamente diversa dalla prima. Ho optato per una Falcotto, la nota linea del marchio Naturino pensata per i bambini che muovono i primi passi. Mi piace pensare che, acquistando queste scarpe, dò un un contributo concreto allo sviluppo di quel made in Italy sinonimo di qualità e stile. Naturino viene lanciato, infatti, dalla Falc, azienda fondata nel 1974 a Civitanova Marche. Le Bobux e le Falcotto sono scarpe molto diverse tra loro. Entrambe le aziende si propongono di favorire il benessere e lo sviluppo naturale dei piedi dei nostri bimbi, investono in ricerca e innovazione, curano il design e il colore di una scarpa caratterizzata da una calzata soft e da tomaie e suole di qualità. La differenza la fa il rinforzo nella parte posteriore delle scarpe Falcotto, assente in quelle Bobux. Benché morbide e flessibili, le Falcotto sono scarpe strutturate. A Francesco le Falcotto sono piaciute tantissimo. Le indossa volentieri e io sono tranquilla, perché vedo il suo passo più deciso e sicuro, proprio perché più sostenuto. Queste bellissime sneakers alte in camoscio e tessuto e internamente completamente in pelle, calzano benissimo, come poche di quelle provate finora, al nostro Francesco che ha un collo del piede piuttosto grosso. Sono piaciute a tutti e tre da subito, in primis al papà che le ha viste e scelte, anche se inizialmente abbiamo avuto qualche dubbio a causa dei lacci. Finora avevamo preferito infatti chiusure più veloci e comode come clip o strappi. E’ estremamente cool l’abbinamento di colori e tessuti. Con queste scarpine Francesco non passa di certo inosservato. Sono scarpine allegre come lui e stanno con tutto.

 

Le Falcotto - Le scarpe preferite di Francesco

 

Adidas AltaRun – perché dal primo passo alla corsa è un attimo!

Ultimo arrivo nel guardaroba del piccolo Francesco sono delle Adidas AltaRun ultraleggere con comodissima chiusura a doppio strappo, tomaia traspirante e soletta EcoOrthoLite® antimicrobica. Indovinate in quale colore? Blu ovviamente! Potevo mica deludervi! :P

 

Scarpe bimbo Adidas - Il nostro ultimo acquisto
Oggi le abbiamo indossate per la prima volta. Hanno una suola più spessa rispetto a quelle indossate finora, più alta dietro e bassa avanti, ma comunque morbida e flessibile. Ormai Francesco va così spedito che potrebbe indossare anche i tacchi della mamma con la stessa disinvoltura. Le ho comprate, approfittando dei saldi, costano davvero pochissimo, per salvaguardare le Falcotto, meno adatte per i giochi selvaggi al parco. Purtroppo non sono proprio antiscivolo per cui qualche cascquet devo metterlo in conto.

Una volta a casa, il mio cenerentolo ritorna ai suoi comodissimi calzini antiscivolo, non prima che mamma abbia annusato e sbaciucchiato quelle belle pagnottelle morbide e profumatissime, ovviamente.

Ti ringrazio per aver letto fin qui e mi auguro di averti fornito utili spunti per i tuoi acquisti.

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