A Baia, tutti insieme appassionatamente

Ho già detto di essere innamoratissima della mia città? Un piacere per gli occhi e per lo spirito. Io la paragono ad una zingara intrigante, spettinata e col viso sporco ma bella, ciò nonostante. Lo stupore che lascia è nella sua storia. Ogni tanto devo tornare a prendermene un po’. Scoprirla un po’ di più, perché non ne ho mai abbastanza. E più scavo e più scopro. Napoli ha una bellezza profonda, che arriva fin giù alle viscere, dove bolle ardente la materia viva del Vesuvio. Napoli è una città costruita e ricostruita più volte su se stessa, strato dopo strato. I suoi più bei segreti sono avvolti dal silenzio del mare, coperti dalla leggerezza del tufo, nascosti sotto le fondamenta di abitazioni private, riecheggiando sotto passi consapevoli di una marcia lunga millenni. Quello di cui possiamo godere oggi, è solo una parte dello splendore di un tempo.

Baia, un mondo quasi sommerso

A Pasqua sono tornata a casa. Giusto il tempo di un abbraccio forte e chiassoso. Ho voluto scoprire di più su Baia, trascinando l’intera famiglia inuna bellissima gita di Pasquetta tra le rovine di un patrimonio di inestimabile valore storico e artistico. Una giornata bellissima tutti insieme come raramente, purtroppo, accade. Sotto un solo accecante e con 26 gradi arriviamo a Baia, il centro di villeggiatura dalla vita dissoluta e lussuosa più elegante dell’epoca romana.
“Nessun Golfo al mondo è splendido come quello di Baia”, scriveva Orazio già alla fine del I sec a.C. (Ep.1,1,83). Amata dalla nobiltà romana, che qui oziava nelle sue ville sul mare, Baia ospitava numerosi edifici termali, come anche testimoniano i resti del Parco Archeologico delle Terme di Baia, per le acque calde e i vapori solforosi provenienti dal sottosuolo vulcanico. Residenza della famiglia imperiale, conobbe forme di fasto che costituirono continua fonte di ispirazione per l’architettura romana: le tecniche di costruzione della cupola del Tempio di Mercurio (noto come Tempio dell’Eco per i suoi effetti acustici) furono adottate per la realizzazione del Pantheon di Roma.
Baia, il cui nome deriva da Bajos, il nome del nocchiero di Ulisse, a testimonianza del suo forte legame con la mitologia greca, è una piccola frazione del comune di Bacoli in provincia di Napoli e appartiene all’area Flegrea. Lidi, discoteche all’aperto e ristorantini di pesce è ciò che offre oggi questa antica residenza dell’aristocrazia romana.

Parco Archeologico delle Terme di Baia

Si tratta di un complesso di edifici destinato forse a residenza imperiale che dalla collina del golfo degradava dolcemente verso il mare, presentando una struttura a terrazzamento.
Baia - scorcio del parco archeologico

Baia - teatro a emiciclo nella Sosandra

I ninfei, i loggiati, le vasche, il teatro ninfeo, le sale termali, gli ambienti residenziali, i giardini e i porticati che lo compongno risalgono a epoche diverse che vanno dal I sec. a.C. al III sec d.C. sopravvivendo fino al vicereame di Pedro Antonio di Aragona nel XVII sec.
Baia - Statua di Hermes Parco Archeologico delle Terme

Si suddivide in diversi settori: Complesso delle terrazze, Terme di Mercurio (zona est), Terme Inferiori, Terme di Sosandra (blocco centrale), Terme di Venere (zona sud).
Baia - pavimento mosaicato settore Sosandra
Molto è ancora sotto il suolo, molto altro, per effetto del bradisismo, è scivolato sotto le acque del Golfo. Mistero e fascino di lustri lontani, avvolgno i 40.000 mq di questo monumento appena restaurato.
Baia Parco Archeologico Terme settore Venere
Una piccola Pompei che aspetta solo di essere visitata per sussurrarvi antichi segreti, prima di restituirli a quel mare da cui, con Ulisse, si sviluppò il racconto di questa prima colonia greca tra leggenda e storia. Il Parco è aperto tutti i giorni, tranne il Lunedì, dalle 9:00 fino ad un’ora prima del tramonto.
Baia - Parco archeologico corridoio che porta al settore Mercurio

Casina Vanvitelliana

Dopo aver lasciato i nipotini scoprire mosaici, piccoli anfratti e urlare fino allo sfiato nel Tempio dell’Eco del parco archeologico, ci dirigiamo verso la casina Vanvitelliana. Mi manca solo un ombrellino per entrare pienamente nella parte di guida!Baia Casina Vanvitelliana sul Fusaro
Sul Lago Fusaro, laguna salmastra divisa dal mare da una sottile striscia di sabbia nota per la sua fauna, è un Casino di caccia settecentesco stile rococò costruito da Vanvitelli per la famiglia Borbonica. Su due livelli e a pianta ottagonale, la casina Vanvitelliana è stata location di numerosi film e fiction e ha ospitato personaggi illustri da Mozart a Einaudi, Rossini, Vittorio Emanuele III.
La Casina del Fusaro di Baia
Non so se è leggenda popolare che il film “Pinocchio” sia stato girato lì. Del 1782 resta ben poco: il lampadario, ultima testimonianza di quel tempo.
La casina è collegata alla terra ferma tramite un ponte di recente costruzione. Prezzo biglietto 3 Euro a persona (i bambini non pagano), con tanto di visita guidata dei volontari che la custodiscono.
Spero di avervi appassionato con questo mio piccolo racconto…..

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