Ad Assisi in vacanza con lo spirito

Durante le vacanze natalizie siamo stati in giro per l’Umbria. Di colle in colle, il tour poteva, in pratica, non finire mail. Da Spello a Norcia, da Gubbio a Spoleto, le bellezze di questa regione non si contano su due sole mani. Piccoli borghi medioevali che attirano lo sguardo, ingannano il palato e travolgono l’anima. Storia, Tradizione, Gusto, Spiritualità, Bellezza sono, qui, molto più che aggettivi. Me li immagino come personaggi in costume, che se ne vanno a spasso tra le stradine in pietra. Prendendo per mano i turisti, li guidano fino a che questi, sazi distupore, non vanno a letto.

Assisi – Città della Pace e del Dialogo

Tra tutte è di Assisi che, qui, voglio scrivere, forse per quel senso di pace che si respira in ogni angolo di questo graziosissimo gioiello d’altri tempi. Città ricca di basiliche e cattedrali, da quella Papale di San Francesco, a quella di San Rufino, patrono della città, che Papa Giovanni Paolo II elesse Città della Pace e del Dialogo. A testimonianza della sua origine romana numerosi reperti: il Tempio di Minerva, il Foro, l’Anfiteatro e le Domus. Caduto l’impero romano, durante il quale la città visse un periodo di grande prosperità, Assisi fu insediata da Goti e Longobardi, per poi divenire, nel Medioevo, comune indipendente. In seguito, furono i movimenti monastici a dare grande impulso alla città, che poi fu gestita, fino alla metà del XVI sec dalle signorie de i Visconti, gli Sforza, i Montefeltro e i Fortebraccio. La riconquista papale arrivò con Papa Paolo III che annesse Assisi allo Stato Pontificio. Solo nel XIX sec. Assisi divenne parte del nascente Stato Italiano.

La Basilica di San Francesco

Lo sviluppo religioso, artistico e culturale di Assisi è strettamente legato alla vita di San Francesco, il Patrono d’Italia, che qui nasce nel 1182 e qui fonda l’Ordine che, poi, prese il suo nome. L’unicità dei beni materiali e immateriali qui custoditi è valsa l’iscrizione, nel 2000, della città nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Il messaggio spirituale di pace e tolleranza dell’Ordine Francescano e il genio creativo che caratterizza la Basilica di San Francesco come esempio di architettura in totale armonia con il paesaggio culturale e l’ambiente naturale che la circonda, hanno fatto di Assisi un sito di grande Interesse che ogni anno accoglie migliaia di visitatori.
La Basilica di San Francesco sorge sui fianchi del monte Subasio, sul Colle dell’Inferno, chiamato così perché lì si impiccavano i malfattori. Fatta costruire da Frate Elia, il successore di San Francesco al comando dell’Ordine, si compone di una chiesa inferiore, terminata nel 1230 a cui si accede attraverso un portico del 400, e una chiesa superiore terminata nel 1253. La chiesa inferiore è uno spettacolo per gli occhi, in quanto dipinta dai più grandi artisti del tempo: Giotto e Cimabue. Non smetterete di camminare col naso in sù. Peccato non aver potuto fare qualche scatto. Qui si effettuano le confessioni e si svolgono le messe durante l‘inverno. Dalla Chiesa inferiore a forma di doppia T si accede alla Tomba di San Francesco, dove, se si vuole, si può ricevere anche la benedizione e lasciare una preghiera al Santo. La Chiesa Superiore è a una navata, in stile gotico come il portale d’ingresso, sormontato da uno splendido rosone, che è anche l’emblema di questa città. Sul lato sinistro della Basilica, c’è il bosco di San Francesco del Fondo Ambiente Italiano, che offre numerosi percorsi, naturali come spirituali. L’ingresso costa 4,00 €. La piazza prospiciente la Basilica è bellissima in tutta la sua squadrata ampiezza. La pietra bianca del complesso spicca su un cielo blu. C’è una luce intensa, quasi abbagliante. Un freddo che ti spinge a startene dentro.
Assisi - la basilica di San Francesco

Dal cuore del centro storico alla Basilica

Alla Basilica si arriva a piedi. Potete lasciare l’auto in uno dei parcheggi alle porte della città. Molto comodo è il parcheggio in Piazza Matteotti (1,30 all’ora), che è in realtà anche un parcheggio speciale, perché il piano superiore è collegato a quello superiore da un tunnel che passa attraverso il Foro Romano, i cui resti sono visibili dalle pareti in vetro. Inoltre l’uscita al piano inferiore del parcheggio non è lontano dal centro e dalla Chiesa di Santa Chiara. Dal parcheggio potete immettervi in via del Torrione o, in alternativa, in via del Comune Vecchio e, poi, in via Porta Perlici, una delle otto porte di accesso alla città. Qui troverete l’Anfiteatro Romano. Entrambi i percorsi sfociano in Piazza San Rufino, che accoglie il Duomo dedicato al Santo. Scendendo per via Dono Doni, raggiungerete San Damiano e Santa Chiara. Scendendo per via S. Rufino, giungerete, invece, dritti alla Piazza del Comune, con la sua fontana, Il Tempio di Minerva, il Palazzo dei Priori, il Palazzo del Capitano del Popolo e la Torre Civica. E’ sotto la piazza del Comune che si trova il Foro Romano, a cui si accede da via Portica. In Corso Giuseppe Mazzini, di fronte all’hotel De Priori, trovate un negozio di articoli religiosi e souvenir di ogni tipo molto ben fornito, ma lo shop all’interno della Basilica di San Francesco è imbattibile anche nei prezzi, chiaramente inferiori. Scendendo in via Portica, troverete numerose slurposissime (salivo al solo ricordo) norcinerie e botteghe di prodotti tipici: olii, salse tartufate, formaggi al tartufo, insaccati di ogni tipo, come il salame di cervo, di capriolo, di cinghiale, palle del nonno e coglioni di mulo. E ancora gli strangozzi e i pici e la torta al testo. Tra questi, c’è un negozietto che, accanto allo spazio adibito ad esposizione, ha un piccolo bancone che affaccia direttamente sulla strada e che sforna panini freschi con ogni prelibatezza possibile, compresa la porchetta umbra. Credo d’estate facciano anche gelati. Il proprietario vi fa fare anche una piccola degustazione dei prodotti, prima dell’acquisto. Lo abbiamo svaligiato.
Assisi - le stradine del centro storico

Dopo queste piacevoli tentazioni proseguite per via Eugenio Brizi e, poi, via Fontebella, dove godrete di un bel panorama. Continuate, fino a dove via Fontebella, arrivando alla porta, diventa, poi, via Frate Elia, via che vi condurrà dritti alla Basilica, dalla quale si può ammirare la Rocca Maggiore. Questo percorso è quello principale, in quanto attraversa tutto il centro storico. Tornate indietro, percorrendo la lunga via San Francesco che si immette, poi, in via Arnaldo Fortini, che termina in quella famosa via Portica, dei prodotti tipici. Il resto del percorso già lo conoscete, sempre che non decidiate di picconare tenda su salami e prosciutti! Io ci ho davvero pensato! Purtroppo il tempo a disposizione era davvero poschissimo e tanto non abbiamo potuto vedere, ma sono sicura di ritornarci presto, con sorelle, nipoti e mamma al seguito.

Di Panorami e sapori a Le Mandrie di San Paolo

Ad Assisi abbiamo pernottato all’Agriturismo “Le Mandrie di San Paolo”, nella frazione Viole-San Vitale, appena fuori la città. Questo antico casolare, costruito nell’XI sec per volere dei Benedettini, sorge nel punto più panoramico e alto del Monte Subasio. La veduta sull’intera valle umbra è mozzafiato, quanto le albe e i tramonti visibili dalle finestre delle camere così come da ogni altro punto di questo angolo di paradiso, lontano dallo stress cittadino. E’ completamente immerso nel verde degli Olivi, i veri protagonisti, grazie ai quali i proprietari producono un olio extravergine dop biologico pluripremiato, anche perché prodotto con l’oliva di Moraiolo, specie antichissima e pregiata ricca di Vitamina E e polifenoli. Peccato non aver potuto farne scorta! Ma alle mandrie anche il pane come i legumi e la carne sono prodotti “in casa” e proposti nei piatti del menù. La cucina è per questo genuina, tradizionale oltre che squisitissima. Inutile descrivervi il sapore degli strangozzi al tartufo o la morbidezza dell’agnello o, ancora, il profumo degli insaccati e delle marmellate fatte in casa. La sera in cui abbiamo pernottato, il ristorante era pienissimo e non solo degli ospiti dell’albergo. Sarà stato il tempaccio fuori, l’arredo degli spazi interni o la cortesia dei proprietari ma l’atmosfera era davvero familiare e calda. Mi sono sentita in ogni momento a casa. Oltre alla piscina, che purtroppo e ovviamente era chiusa, questa vecchia casa colonica ha una zona wellness, un frantoio e tanto spazio all’aria aperta per poter fare lunghe escursioni nel bosco lungo i sentieri della via Francigena. Ci sono anche le pecorelle e i tacchini!
I prodotti tipici e la tradizionale cucina  umbra
Al di là della bontà del cibo e della bellezza della struttura, si respira tutta un’altra aria qui. Tutto è avvolto da una strana magia. Non lo so spiegare, ma a questa altezza, nella semplicità e lentezza di gesti e abitudini che, purtroppo, non ci appartengono più, c’è un fascino che tranquillizza e conforta. Se volete staccare la spina e schiacciare su RESET, è qui che dovete venire. Sono sicura mi dareste ragione. Si ha la sensazione di voler andare fino in fondo col respiro, perchè fa bene, perché quell’autenticità vuoi portartela dentro fino a che puoi, fino a quando ritorni giù, a casa, nel tran tran di sempre, dove, sai che non la ritroverai. Un po’ come fare un mega respiro a pieni polmoni e a bocca piena, prima di andare sott’acqua.
Assisi - Agriturismo le mandrie di San Paolo
Cari miei, anche stavolta mi sono fatta trasportare dalle sensazioni, guidare dalle strade, catturare da storie e leggende, dai sensi, come al solito nei miei viaggi. Non importa quanto lontani da casa si è, a mezz’ora di macchina, a 15 ore di volo. Il nuovo, qualunque vestito indossi, è sempre una grande scoperta, e io ne resto incredibilmente affascinata, come una donna al porto dal suo marinaio.

C’è qualcosa qui che non so, che va al di là della fede. Vibrazioni positive che si respirano e quasi le tocchi, ti toccano. E’ in questo che io credo. E’ questo che ho sentito.

 

Foto in Slider di Antonio Trogu FlickrSimilar Posts: