AmBuRGo

Amburgo? E dov’è? Solo dopo aver fatto le valigie e averci messo piede, ho veramente preso coscienza del fatto che era abbastanza al nord per avere sempre naso e piedi freddi e una nostalgia perenne dei miei sandali quasi quanto quella che ho del sole e del mare della mia terra! All’estremo Nord della Germania e al confine con la Danimarca, la libera città anseatica di Amburgo è oggi la mia città adottiva.
Qui sono una degli 11 mila Expat italiani che cercano di raccapezzarsi tra un Bockwurst e un latte macchiato a fine pasto, gli accenti forti e il rigidismo culturale, provando a salutarsi con un “Moin” quando ci si incontra e un “Tschüss” per congedarsi, cercando di integrarsi, ma non troppo, nel tentativo di restare fedeli a quel patrimonio di belle abitudini a marchio Made in Italy. Alla fine il patchwork è presto fatto, anche se speri che il momento del calzino bianco in scarpa aperta davvero non arrivi mai!
Amburgo è a tratti la “mia perla”, come recita il testo di una nota canzone, a tratti la mia crucchilandia, che non finisce mai di stupirmi. Dipende se la guardo mentre splende sotto il sole di rare mattine limpide o dietro i vetri bagnati di tristi pomeriggi grigi. Una tappa fondamentale della mia vita, senza dubbio alcuno. Alla domanda “Com’è Amburgo?” ancora non so rispondere. Provo a farlo con voi, andando alla sua scoperta!


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Al Witthüs nel cuore dell’Hirschpark per un pranzo romantico
feb24

Al Witthüs nel cuore dell’Hirschpark per un pranzo romantico

C’è un posto di cui voglio parlarvi oggi. Un posto che mi è piaciuto tanto da subito e che per questo merita di essere tra le pagine virtuali del mio blog oltre che tra i miei luoghi del cuore qui ad Amburgo: il Witthüs. Una storia lunga più di 300 anni Molto più di un semplice restaurant e una teehaus insieme, il Witthüs è natura e storia. Una storia che inizia nel 1620 nel cuore di quello che sarebbe diventato uno dei più grandi...

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Freizeit, che si fa?
set15

Freizeit, che si fa?

Ma no che non mi hanno rapito gli alieni! Semmai ho smarrito un pezzo in ufficio, qualcos’altro tra qualche scaffale del Rewe, residui sul tappetino della ginnastica mattutina. Una guancia eternamente sul cuscino. Il cuore sicuramente nel trolley di mio marito, che arriva e va. Diciamola tutta, quando ad Amburgo fa bel tempo, non ce n’è per nessuno. Il più timido raggio di sole ti tira fuori di casa come nemmeno il tuo migliore amico...

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Consigli per il wochenende amburghese
nov01

Consigli per il wochenende amburghese

Let’s the weekend start! Cosa farete questo fine settimana? Programmi, a parte i travestimenti da streghe e fantasmi o il salto in lungo sul letto con triplo cazzeggiamento avvitato? Se siete da poco arrivati nella città del plattdeutsch o non avete grandi idee su come trascorrere il vostro Wochenende eccovi qui alcuni spunti, che mi auguro troviate interessanti. Pizza pazza in pizzeria Ho sempre pensato che per una napoletana vera...

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Amburgo e dintorni – Gita fuori porta a Stade
ott05

Amburgo e dintorni – Gita fuori porta a Stade

Quello appena trascorso è stato un fine settimana lungo, infatti, Venerdì 3 Ottobre è stata la festa della Riunificazione Tedesca. Un tempo grandioso, sole pieno e 21 gradi. Il tempo perfetto per una piccola gita fuori porta. Finalmente, siamo riusciti a visitare Stade, un piccolo centro medievale a 50 km a Ovest di Amburgo attraversato dallo Schwinge, un affluente dell’Elba. Volevamo andarci da tempo, e forse, il motivo di tanto...

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Le Ciel di Amburgo
lug07

Le Ciel di Amburgo

Dopo una piccola pausa, eccomi fare ritorno al mio blog. Sono stati giorni intensissimi, ma ve ne parlerò post dopo post. Qualche giorno fa ho scoperto, in occasione del nostro anniversario di matrimonio, un nuovo ristorante amburghese che non posso non consigliarvi: Le Ciel, il ristorante al nono piano dell’Hotel cinque stelle Le Méridien. Ubicato in centro, direttamente sull’Alster (qui ho scritto sulla gita in battello tra i canali...

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Tifoserie da mondiale, con un piede qua e uno là
giu14

Tifoserie da mondiale, con un piede qua e uno là

Potrai essere andato via da anni dall’Italia o emigrato nell’emisfero opposto al tuo, ma col fischietto di inizio ritorna quell’orgoglio nazionale che pensavi di aver ormai perduto o lasciato in cantina, chiuso nelle tue valigie. Il tifo ha origini viscerali, e quando anche tutte le bandiere attorno a te non hanno nemmeno una sfumatura di colore in comune con la tua, dire FORZA AZZURRI è quanto di più naturale esista. E allora...

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