La mia Amburgo è….

Amburgo vista dall'AlsterA volte mentre mi perdo nelle innumerevoli contraddizioni e i mille colori della mia Napoli, mi accorgo di quanto invece riesca con il tipico rigido schematismo teutonico ad inquadrare e definire la mia Amburgo con pochi e precisi aggettivi, proprio quelli che ne fanno al tempo stesso oggetto di odio e amore. La mia Amburgo è organizzatissima, verde, fredda e grigia (e questa è la mia spina nel fianco!), coloratissima e multiculturale.

La mia Amburgo è ORGANIZZATA E FUNZIONANTE

Come dice una famosa pubblicità tedesca della Lufthansa “die deutsche sind immer so genau”(i tedeschi sono sempre precisi). La precisione teutonica non è una leggenda (Anche se ultimamente qualche ritardo lo sto beccando!). L’organizzazione puntuale e precisa è davvero il pezzo forte di questo paese. Tutto accade come previsto nella tabella di marcia. Piani, programmi, orari, tabelle per tutti coloro che lavorano nel settore pubblico sono da applicare e seguire rigidamente. I tedeschi sanno essere abili esecutori. Da noi, nel profondo sud, sarebbero solo fonti come altre soggette all’interpretazione personale. La libera iniziativa è completamente annullata al cospetto di predefiniti standard di efficienza. Non esistono sbavature, nè slanci. Il conducente di autobus non ti aspetta se ti vede correre da lontano e se il suo tempo alla fermata è scaduto, la fila allo sportello è ordinata come una marcia ufficiale di stato, procedure modernamente online. Tutto funziona su appuntamento la visita dal medico come una serata nel più stupido dei ristoranti. Niente improvvisazione.

La mia Amburgo è VERDE

La città più popolosa della Germania, con i suoi due milioni di abitanti, dopo Berlino, ha vinto nel 2011 il premio di “Città Europea dell’Ambiente”. Un riconoscimento che va non solo ai cittadini, che dimostrano da sempre attenzione e sensibilità per le tematiche ambientali oltre che uno spiccato senso civico, ma al governo stesso, che si sta impegnando in un progetto sostenibile di lungo periodo, lungimirante. “Rete verde” è il suo nome. Zero traffico veicolare e una superficie verde che andrà a coprire il 40% del suolo cittadino, i suoi obiettivi al 2030. Un progetto che tende la mano al miglioramento della qualità della vita, tenendo sotto controllo l’innalzamento delle temperature causate dall’inquinamento atmosferico. Quali sono i numeri verdi di questa città dai mille canali? 1.900 ettari di orti, 245.000 alberi per le strade cittadine, 3.000 ettari di parchi urbani. Basta volarci su Amburgo, per fissare visivamente le cifre appena riportate. Amburgo è completamente immersa nel verde. Non c’è ufficio o condominio senza il suo giardino. In ogni parte della città, in centro come in periferia, c’è un parco dove poter Amburgo: case e condomini immersi nel verdepasseggiare respirando quiete, fare un picnic, godersi la natura che qui sa essere a portata di piede. Per citarne solo alcuni il “Planten und Blomen” nel quartiere Hamburg Mitte, appunto nel cuore della città, e lo “Stadtpark”, a Winterhude e che quest’anno compie un secolo. Gli anziani, i bambini, gli animali sono i primi beneficiari di questo impegno profuso che puoi toccare per mano ogni giorno: raccolta differenziata, bus ibridi, bike sharing. La Deutsche Bahn, ossia le ferrovie dello stato tedesche, mette a disposizione dei cittadini un servizio di bici a noleggio. Le colonnine “StadtRad” sono dappertutto. La loro presenza dentro e fuori la città è capillare. Basta iscriversi online al servizio per godere ogni giorno di una mezz’ora di pedalata gratuita. I restanti minuti hanno un prezzo di noleggio praticamente irrisorio. Il tutto per invogliare tutti ma proprio tutti, anche chi non possiede una propria bici, ad adottare soluzioni di mobilità a impatto zero. Io ho una colonnina sotto casa e un’altra sotto l’ufficio. Prelevo la bici giù da me e la riconsegno davanti all’ingresso dell’azienda all’andata e viceversa al ritorno. Pedalare mi fa stare in forma, non inquino e in più è tutto gratuito. 3 in 1. Comodo, utile e pratico. Amburgo è quel polmone verde dove le piste ciclabili si snodano per 400 km (e guai a camminarci su!), in cui si organizzano collette cittadine per piantare alberi al centro della città, si adottano meli, e in cui non è necessario possedere un’auto. Tra taxi e servizi di car sharing, come Car2Go e DriveNow, puoi decidere, quando non ti va di usufruire di mezzi pubblici o bici, di raggiungere un qualunque posto con una smart o una Bmw. Basta, come per le bici, iscriversi al sito e prenderne a noleggio una, non appena la si trova per strada. E pure queste sono sparse ovunque. Amburgo è una città pulitissima, signorile. Una bomboniera. Una città a misura d’uomo.

La mia Amburgo è ahimè FREDDA E GRIGIA EPPURE COLORATISSIMA

Io che vengo dal paese de “O sole mio”, trovo Amburgo una città triste. Il suo grigiore certo non la rende la città più vivace del mondo. Gli inverni sanno essere davvero duri qui. Da Novembre ad Aprile spesso, ma non tutti gli anni, nevica. In questi mesi la colonnina va sotto lo zero. Settimana scorsa eravamo a meno undici con percezione meno ventuno. Le ore di luce sono poche. Buon umore a palla insomma! La calzamaglia è la mia migliore amica di avventure, così come gli scarponi e i goffi imbacuccamenti. Sono un must durante l’inverno. Se non nevica, piove. Io preferisco la neve che qui, più che altrove, sa rendere il periodo natalizio davvero magico. Quel che è peggio, è che dopo inverni così rigidi non sempre ci aspettano estati degne di questo nome. Ogni anno è un terno a lotto. Stiamo li ad aspettarla con tutti noi stessi. La pensiamo, nella speranza che la forza del pensiero collettivo la faccia miracolosamente passare di qui. Puoi metter via il cappotto, ma anche no. E se riesci Amburgo: veduta dell'Alster ghiacciatonella missione, non potrai mai metterlo definitivamente via, che non si sa mai, tanto poi, di li a poche settimane lo indosserai nuovamente. L’estate poi. Mica nel senso italiano del termine da Maggio a Ottobre. Nooo. Qui dura men che un battito di ciglia! E quando il sole si fa vedere in giro, non è mai quello nostrano con la sua carica di calore. Sandali, shorts, canotte sono appannaggio dei più coraggiosi. Al loro posto foulard, giacche a vento, scarpe chiuse. Gli occhialoni Dior che in Italia “Non-vai-in-giro-senza” sono un optional. Il gocciolone è sempre in agguato. D’altronde tanto verde…ha bisogno di tanta acqua! Eppure, quando il sole si ricorda che esistiamo anche noi in questa parte di mondo, Amburgo sa trasformarsi nella più incantevole delle città. D’estate poi con le sue ore 19 ore di luce è tutta da vivere. Il sole tramonta alle 23! Paradossalmente, nonostante la quasi inesistenza dell’estate e l’alternarsi delle stagioni sia qui chiaramente sbilanciato verso temperature da brivido, ad Amburgo ho scoperto il ricambio stagionale. Vedere la città spogliarsi e vestirsi di altri colori a seconda della stagione è uno spettacolo assurdo. Amburgo sa passare dal verde carico della sua estate, al rosso e al giallo dell’autunno in tutte le loro sfumature, al bianco della neve che tutto copre d’inverno, per sciogliersi con lo spuntare dei primi fiorellini in primavera. Tappeti di foglie dai colori sempre diversi.

La mia Amburgo è COSMOPOLITA

Benvenuti nella mia melting pot city. Col suo porto, primo per grandezza in Il porto di Amburgo visto dall'ElbaGermania, e secondo in Europa dopo quello di Rotterdam, Amburgo è una città aperta al mondo, abituata ad accogliere gente che va e che viene. Le comunità straniere che predominano sono quella turca e quella russa. Poi ci siamo noi. Oggi più che mai. Tanti expat spagnoli, francesi, rumeni, afghani, arabi, croati. Tutti qui a cogliere le mille possibilità che la città offre, magari negate altrove. Ognuno porta con sé un pezzetto della propria cultura, facendo di Amburgo una città patchwork, più colorata e meno grigia, più morbida e meno quadrata, più viva. Lingue, culture religioni, tratti somatici diversi sotto uno stesso cielo.
Questa è la mia città adottiva. Willkommen!Similar Posts: