Con me in giro per Minorca

Dopo Ibiza e Formentera, credevo di aver visto il meglio delle Baleari. Invece mi sbagliavo. Questo stupendo arcipelago aveva ancora tanti colpi in canna. Quest’estate, dopo una prima tappa a Madrid e una seconda a San Sebastian, siamo approdati a Minorca, un’isola dalle mille sfaccettature e di meravigliosi e incontaminati tesori nascosti. Spiagge dalle acque limpidissime, rocciose o di sabbia fine, rosse o bianco Maldive. Tramonti indimenticabili, interessanti reperti archeologici, percorsi di trekking dalle vedute mozzafiato, gite in barca a vela, nightlife tra le affollate vie di Ciutadella o sulle rive di caratteristici porticcioli, una gustosissima cucina, mucho calor y corazon. Mentre Ibiza ha un chiaro pubblico discotecaro e giovanile, e Formentera un target di Very Important People, Minorca, apparentemente più defilata dai riflettori del turismo estivo, richiama per lo più famiglie e coppie. Due settimane. Credevo di annoiarmi e, invece, ogni giorno nuove avventure e sensazioni.

Le spiagge di Minorca: la mia top 5

E’ difficile fare una lista delle spiagge più belle di Minorca. Ci sono quelle della costa nord, più rocciose e dai fondali rossi, strette in piccole cave. Quelle del sud sono più estese, nonostante anche qui ci siano delle piccole baie da non perdere, bianche da abbagliare e più sabbiose. Ambo i lati presentano tratti in cui la costa cade a picco sul mare e che formano parte del Cami des Cavall, un sentiero che si estende lungo tutto il perimetro dell’Isola. Diversi gradi di difficoltà e differenti colori e paesaggi, dal verde di foltissime pinete, alle sfumature grigie e rosse delle aride rocce, a quelle bianche e dorate di immense distese di sabbia, l’entroterra con i sui reperti solitari a cielo aperto, tra oche, caprette e tartarughe. 220 km in tutto. Noi abbiamo percorso qualche pezzetto. Agosto non è il mese migliore per il senderismo e io ho paura dell’altitudine. Ma il sudore e i miei attacchi di panico (comprese figure alla fantozzi) sono valsi tutti. Minorca è l’isola che sa mostrarsi in tutta la sua bellezza solo agli occhi dei più temerari e pazienti, che si prendono il tempo necessario per godersela tutta fino all’essenza, che vivono la vacanza come avventura prima che come relax. Le spiagge più belle sono quelle a cui giungi dopo minuti e minuti di passeggiate deserte sotto il sole, attraversando radure come nel caso di Pregonda, Algaiarens, Cala Mitjana o Son Saura, o oltrepassando scogliere come nel caso di Macarelleta. Per proteggere l’ecosistema il governo delle isole Baleari ha voluto conservare l’aspetto selvaggio di queste spiagge. La maggior parte di esse distano chilometri dai parcheggi, non hanno servizi o bar, sono completamente immerse nella natura. Avanti a te il mare e alle tue spalle montagne verdi. Ma ci sono anche spiagge attrezzate, direttamente in centro come quelle di Son Bou, San Tomas, Es Grau, Arenal d’en Castell, Cala En Porter e Binibèquer. Tra queste, le spiagge della mia top 5 sono:
Pregonda, spiaggia di sabbia rossa e scogli dalle strane forme. 30 minuti a piedi di deserto, ruscelli e vegetazione per accedervi. Sembrava di stare su Marte!

Minorca - spiaggia di Pregonda

Macarelleta è for only the brave, una baia di pochi metri, il paradiso in terra, a cui arrivano quelli che, non contenti della spiaggia di Macarella, la prima a cui si giunge dopo l’enorme pineta, decidono di proseguire, scalando una roccia a picco sul mare, lungo un percorso naturale e improvvisato largo un metro. Io qui mi sono letteralmente “cagata”. All’andata ho scelto il percorso via mare da Macarella, dove avevamo lasciato le nostre borse. 20 minuti di sana nuotata a larghe bracciate. Il ritorno ho dovuto affrontare il mio nemico, l’altitudine. Banchi di meduse mi hanno impedito di rientrare via mare.

Minorca spiaggia di Macarelleta
Algaiarens. Anche questo tratto di costa è la scoperta di chi, non si ferma alla prima spiaggia, a cui si arriva dopo una lunga camminata, e prosegue il viaggio, facendosi largo tra il verde fitto di una macchia di vegetazione altissima. Il sentiero è un continuo spostare di ramoscelli e large foglie di arbusti e canne. Tutti in fila indiana, fino a che non si intravede uno slargo e poi una duna di sabbia dietro la quale ti aspetta il turchese delle limpide acque.

Minorca - la spiaggia di Algaiarens

Al terzo posto, accanto ad Algaiarens, Son Saura. Meno fatica per arrivarci, la spiaggia si estende subito dopo la pineta che la precede. Piccolissima, bianchissima e dal fondale basso.

Cala Mitjana, bellissimo sbocco sul mare di un lungo percorso attraverso una fitta e tranquilla pineta, ideale per un sonnellino al fresco.

Minorca- la spiaggia di Cala Mitjana
Binibèquer, non distante dal parcheggio del centro, piccola baia di sabbia fine chiarissima, l’unica, forse, con un chiringuito molto carino proprio sulla spiaggia, dove è possibile pranzare e bere sotto ombrelloni di paglia.

Minorca la spiaggia di Binibèquer
I miei consigli sono: arrivate in spiaggia, qualunque essa sia, di buon mattino. Alle 13 c’è il tutto esaurito e nelle piccole baie si rischia di non trovar posto dopo tanto camminare. Portatevi delle scarpette per i percorsi più impervi. Fate i conti con le meduse e l’Oceania, tipo di alga che cresce solo nelle acque più pulite. Se non consultate le previsioni meteo prima di scegliere la spiaggia del giorno, potrebbero rendervi impossibile l’ammollo in acqua. Se il vento viene da nord allora è il caso di visitare una spiaggia al sud. Viceversa se il vento viene da sud, le spiagge del nord sono l’ideale. Se Formentera è la isla bianca, Minorca è la isla del vento. Se non seguite questa regole elementare, il vento potrà portarvi a riva una flora e una fauna nemiche del relax.

I tramonti di Minorca

Non credo che potrò rivedere altrove i mitici e infuocati tramonti di Oia, a Santorini, che valgono l’applauso di tutti i vacanzieri che, nel tardo pomeriggio, si accalcano sui muretti bianchi delle sue stradine, per assistere ad un vero spettacolo della natura. Ma i tramonti di Minorca sanno essere ugualmente spettacolari. Chi mi segue sa che di albe e tramonti in riva al mare non posso farne a meno. Se esistesse un filone turistico di nicchia sui tramonti più belli al mondo, io ne sarei un’indiscussa protagonista. Minorca non delude. Bisogna però scegliersi un posto strategico, per veder cadere il sole direttamente nel mare. I fari sono i posti migliori e a Minorca ce ne sono 7 da sud a nord, da est a ovest. Di questi ne ho visti due. Il tramonto più bello è quello dal Faro di Cap de Cavalleria, il più antico (1857) dopo quello di Mahon. Si trova nella zona nord dell’isola, su una scogliera di 94 metri. E’ un’aerea molto suggestiva a cui si arriva attraverso una strada dritta, in fondo alla quale dinnanzi a te il faro bianco sul cielo azzurro. Ai lati di questo emozionante percorso, mare e ancora mare. Arrivarci al faro è piacevolissimo. Esserci e godersi lo spettacolo è fantastico.

Minorca al tramonto al faro di Cap de Cavalleria

Sempre restando in tema di fari, un altro che voglio assolutamente segnalare è quello di Cap d’Artruitx a sud-ovest. A differenza di Cavalleria completamente naturale, questo faro ha al suo interno un bar-ristorante con sedie colorate. Non ci siamo stati al tramonto ma di giorno, di passaggio tra una spiaggia e l’altra. Anche sotto il sole, è un piacere osservare le barche a vela incrociarsi e il cui suono, unito a quello del mare è l’unico protagonista di questo posto. A ora di pranzo, infatti, ci sono poche persone e si può godere di un silenzioso show che non ha prezzo.

Al Cap d'Artruitx di Minorca

Un tramonto più chillout è quello che invece offre il locale più in voga dell’isola: Cova den Xoroi, a Cala En Porter, costa sud. Un must perché veramente insolito. Ubicato all’interno di una grotta naturale a, forse, 30-40 metri sul livello del mare. Ambienti interni e terrazze esterne che si susseguono l’una dietro l’altra fin dentro il cuore della roccia. Avvolto dalle leggende, al Cova den Xoroi ci si può andare al tramonto, per un aperitivo, o di sera per fare 4 salti al chiaro di luna. Ma è, a mio parere, nel tardo pomeriggio che questa location abbaglia per la sua spettacolare bellezza e atmosfera.

Cova d'en Xoroi a Cala en Porter a Minorca

Visite e nightlife

I centri della vita notturna minorchina sono sicuramente Mahon, la capitale odierna, all’estremo est dell’isola e Ciutadella, la vecchia capitale, all’estremo ovest. Dall’uno all’altro punto sono più o meno 60 km. Vi consiglio di noleggiare un’auto. L’isola è grande e ventilata e se volete viverla in pieno e in autonomia è bene spostarsi in macchina, piuttosto che col motorino. Mahon e Ciutadella sono i centri più grandi. Vale la pena visitarle e di giorno e di sera. I loro porticcioli e centri storici, tra antico e moderno, sapranno conquistarvi. Se vi trovate tra le minute vie del centro di Mahon o Ciutadella visitate i negozi che vendono le carinissime scarpe artigianali minorchine, le abarca. In diverse forme e colori, non è possibile andar via senza (costo tra i 22 e 35 euro). Tra le botteghe del posto, fate una sosta per assaggiare il gin minorchino che, mescolato al limone, viene usato per preparare una bevanda tipica, la pomata, che va assaggiata insieme ai Pastissets, dolci locali spolverati di zucchero a velo. E poi il formaggio…il Queso doc de Mahon, fatto con latte di mucca e che è possibile anche degustare nelle aziende casearie dislocate su tutto il territorio, aperte a tour gastronomici e alla vendita diretta.

Tra le due città, Ciutadella è sicuramente la mia preferita. Ma Minorca ha tanti altri comuni più piccoli, tutti diversi, che valgono una puntatina, tra questi: Es Catell Cala Es Fonts, la piccola portofino minorchina, Es Fornell dove potete gustare la più buona Caldereta de Langosta, il piatto principale dell’isola. A Es Fornell c’è il ristorante in cui la famiglia reale spagnola va a gustarsi la migliore zuppa di aragosta di tutta Minorca, Es Cranc. Ma sul porticciolo di questo piccolo villaggio di pescatori ci sono tanti ristoranti di pesce altrettanto consigliati. Noi abbiamo cenato al Es Pla, dove abbiamo mangiato una buonissima impepata di cozze e una gigante Fideuà ai frutti di mare. Una visita al Castello di St Antoni di Es Fornell è d’obbligo. La Caldareta, invece, l’abbiamo assaggiata al porto di Mao, al ristorante La Minerva, molto carino in quanto ubicato su una piattaforma galleggiante sul mare, circondati da barche e tanti pesci in cerca di una mollichina. Dai tavolini dolcemente in movimento è possibile assistere a un bel tramonto. Per una cena in due in ristoranti di questo tipo preventivate una spesa di 100,00 €. Nel vostro giro turistico non vi risparmiate una visita al Monte Toro, il punto più alto di tutto l’isola, con il suo santuario, e Fortaleza de la mola, una fortezza costruita a scopi difensivi dagli inglesi. L’ingresso è a pagamento. Io non ci sono entrata, vista l’ora tarda in cui siamo arrivati. La passeggiata in auto per arrivarci e l’ambiente esterno ai torrioni del museo valgono comunque la visita. In ultimo i talaiot, resti di villaggi risalenti alla preistoria baleare, con le loro grandi Taule per il culto di leggendarie figure gigantesche, che nell’immaginario collettivo, avrebbero usato quelle taule per mangiare ciò che la civiltà minorchina offriva loro in sacrificio. Noi abbiamo visitato quelli di Trepuco.
Le bellezze artistiche e storiche di Minorca

Dove pernottare a Minorca

Minorca offre una vasta scelta di soluzioni. Abbiamo visto appartamenti o mini villette sul mare bellissime. Ogni comune è un piccolo centro con i suoi negozi, le sue spiagge e luoghi per il tempo libero. Qualsiasi posto sceglierete, sarete comunque tentati dallo spostarvi all’estremo opposto dell’isola per non lasciarvi scappare nessuna delle sue bellezze. Non sarete mai vicini contemporaneamente a tutto. Noi abbiamo scelto Son Bou, sulla costa sud, a metà strada da Ciutadella e Mahon. Son Bou è un piccolo borgo appartenente al comune di Alaior. E’ particolarmente adatto per le famiglie, con le sue giostrine e la lunghissima spiaggia accessibile dal centro. E’ verde e ordinatissimo. Ospita numerosi alberghi e straordinarie villette bianche, piene di fiori. Noi abbiamo alloggiato al San Valentin in mezza pensione. L’albergo ha 400 camere e tutti i servizi di cui possiate aver bisogno, dall’animazione alla navetta che vi porta comodi comodi in spiaggia. E’ un po’ datato ma pulitissimo e accogliente. L’arredamento è tutto in legno, decisamente classico. I punti di forza di questo hotel sono l’ottima cucina e la gentilezza e professionalità del personale. Il ristorante, a cena e a colazione, è a buffet ed è vario e ricchissimo. Gli ingredienti sono freschi e le portate buonissime. I receptionist sono pronti a fornire ogni genere di informazioni e parlano tutte le lingue. Tra tutti, Paolo ci ha dato delle utilissime e precisissime dritte. Con lui non ne abbiamo sbagliata una. Lo consiglio e ci ritornerei molto volentieri.

Non ho saputo essere più breve, perché Minorca è un mix straordinario di natura, gastronomia, relax e divertimento.
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