Lisbona in un giorno: le mie 5 tappe

Il nostro tour operator, DerTour, ci propone all’arrivo in hotel un tour organizzato per Lisbona, a soli 38,00 € a persona. Il viaggio per la capitale, da Albufeira, dura circa tre ore all’andata e tre al ritorno, compreso lo stop all’autogrill. Svegli all’alba, colazione veloce e partenza alle 7.00 con uno di quei bus grandissimi con tanto di guida che ci propina informazioni turistiche per tutto il tempo in ben tre lingue. Sig! Dall’Algarve attraversiamo tutta la regione dell’Alentejo, prevalentemente votata all’agricoltura e alla produzione di sughero, con un clima estremamente torrido d’estate e freddissimo d’inverno. L’intero paesaggio è, infatti, coperto da un sottile strato di ghiaccio. E’ l’alba e fa freddino, effettivamente! A causa della carenza di acqua, la maggior parte della popolazione si concentra nel nord della regione. Dopo una serie di informazioni come queste, che non condivido per non annoiarvi, approcciamo Lisbona dal ponte “25 Aprile”, lungo 3 km, con tre corsie autostradali nella parte superiore e una linea ferroviaria in quella inferiore. E’ il ponte sospeso più lungo d’Europa. Costruito negli anni ’60 dal dittatore Salazar, si ispira al Golden Gate Bridge di San Francisco. Prese il nome attuale dopo la fine della dittatura, avvenuta il 25 Aprile del 1975. Dal ponte, riusciamo a vedere abbastanza da vicino il Cristo Rei, la statua di Alamada alta 100 metri, che si affaccia sul fiume Tago e sulla città di Lisbona, ispirata alla statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Le due statue, quella di Rio e di Lisbona, sono rivolte l’una verso l’altra, come se volessero andarsi incontro. Da qui, Lisbona appare come un’isoletta legata alla terra ferma unicamente da questa intricata rete di funi metalliche sospese a mezz’aria. I tetti in tegole rosse e la luce diffusa la rendono coloratissima. “Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di Lisbona sotto il sole”. Così scriveva il poeta Fernando Pessoa della sua cara città natale. Un gioco di luci, colori, riflessi e rimbalzi, dal cielo alla terra, dalla terra all’acqua, dall’acqua agli occhi, fino all’anima.

Sosta N.1: Museo dos Descobrimentos

La prima sosta la facciamo di fronte al Museo dos Descobrimentos, dedicato a Enrico il Navigatore, Vasco da Gama, Pedro Escobar, Magellano e a tutti i protagonisti del glorioso passato portoghese. Si tratta di una statua dalla forma della prua di una nave alta 50 metri, protesa verso il fiume Tago. Una nave pronta a salpare, con a bordo uomini coraggiosi, quelli che decisero di lasciare il porto sicuro alla volta dell’ignoto. Spinti dalla curiosità e da un forte spirito d’avventura, partivano verso l’infinito, incerti del loro ritorno. Lisbona è avvolta dal fascino di una storia di colonizzazione e conquiste, mista a leggende di marinai e diari di bordo di capitani lungimiranti. Mentre realizzi la grandezza di quelle scoperte incredibili, di sfide fatte di galeoni, bussole rudimentali, rotte misteriose e cartine di fortuna e verosimili, sembra di sentire le onde mostruose dell’oceano in tempesta, le urla possenti di mozzi svelti sugli alberi delle navi a tirare giù le vele, pirati in agguato nelle notti fredde e buie. Questa statua è imponente, maestosa, all’altezza degli eventi a cui si ispira e delle fantasie che suscita in noi turisti, che possiamo solo viaggiare di fantasia, avendo i piedi saldi a terra, la reflex al collo e il naso all’insù. E’ maledettamente bella, statica nella sua imponente pietra bianca, eppure incredibilmente dinamica con la prua verso il cielo celeste e le rampe laterali oblique. Da lassù, i volti adrenalinici dei suoi protagonisti sembrano incitarti a salire a bordo, tendendoti una mano. Antistante il monumento, a terra, la riproduzione di una gigantesca cartina con la traccia dell’avanzata portoghese.
Anche la passeggiata che collega la statua alla torre di Belèm è piacevolissima, col suo faro e i baretti con le sdraio e i tavolini non distanti dall’acqua. Sarà il sole, sarà l’aria di mare, ma il buon umore oggi balla il limbo con tanto di bikini e pareo!!!

Lisbona: Museo dos Descobrimentos

Sosta N.2: Torre di Belèm

Arriviamo alla spettacolare torre di Belèm, particolarissima per le cupole marocchine, le logge in stile veneziano e le decorazioni in stile manuelino, che impreziosiscono la pietra bianca delle facciate esterne. Il ponticello in legno che porta all’interno, le dona un tocco fiabesco. Non a caso Patrimonio UNESCO, si erge solitaria e defilata su un ampio spiazzale, direttamente sul fiume Tago. Un tempo, però, non era legata alla terra ferma. Prima del terremoto del 1755, questa torre di controllo e difesa era situata in mezzo al mare a mo’ di avamposto. La torre di Belèm è il simbolo di Lisbona, la protagonista di cartoline e brochure turistiche. Non distante dalla torre, negli spazi verdi circostanti, si erge la riproduzione del primo aereo che sorvolò l’atlantico, partendo da Lisbona. Ovunque si respira il senso della scoperta.

Lisbona: la meravigliosa Torre di Belèm

 

Sosta N.3: Monastero Dos Jeronimos

Anche il Monastero dos Jeronimos rientra tra i siti Patrimonio dell’UNESCO. Di un luccicante bianco avorio, questa opera colossale fu fatta costruire da re Manuel I (da cui il nome dello stile che lo caratterizza detto “manuelino”), per celebrare il ritorno di Vasco de Gama dalla scoperta delle Indie. Prima del terremoto del 1755, che miracolosamente risparmiò il monastero, le acque del mare arrivavano fin sotto l’ingresso principale, dove le navi passavano prima di partire, per ricevere la benedizione di San Gerolamo, protettore dei marinai. Non mancate di visitare l’interno di questo monumento. Lo stile manuelino è uno stile gotico arricchito di motivi marini, marinari, floreali, indiani e islamici. Entrando, resterete affascinati dalle decorazioni di colonne e pareti su cui sono rappresentati, pietra su pietra, nodi, coralli, alghe, catene, ghiande, fiori di papavero, ancore, conchiglie, perle e visi di terre lontane. Questo monastero divenne il simbolo di un popolo straordinariamente dinamico e curioso e delle sue conoscenze d’oltreoceano.

Lisbona: Monatsero dos Jeronimos e i giardini antistanti

Sosta N.3: Quartiere Alfama

Rientriamo nel bus e raggiungiamo l’antico quartiere dell’Alfama con i suoi edifici storici, grazie ai quali questa parte della città conserva il suo aspetto originario. Stradine strette e in salita, balconcini in ferro battuto con le fioriere piene e colorate, la classica calçada portuguesa sono i veri protagonisti del centro storico di Lisbona. Questa città si erge, come Roma, su 7 colli, ed è interamente pavimentata con deliziosi sanpietrini di granito (calçada scura) e di calcare (calçada bianca). Su questa particolare scacchiera cade continuamento lo sguardo, che in un intreccio di piedi, passi frettolosi e mani mendicanti riesce a intravedere motivi geometrici e figure mitologiche, frutto dell’estro artistico dei calceiteiros, artigiani esperti dell’arte mosaicale, tutti formati alla Escola de Calceiteiros da Câmara Municipal de Lisboa istituita nel 1986. “Todos os dias é uma martelada”…e con martello e punteruolo è rappresentata la figura del calceteiros, con il Monumento ao Calceiteiro di Lisbona dinnanzi alla Igreja de São Nicolau.
A proposito di calçada, quella di Praça do Rossio, dove ci ferma il nostro bus, nonché una delle più note dell’Afama, è davvero particolare, tante onde a simboleggiare l’acqua, l’elemento di questa terra.
Non distante da Praça do Rossio, prendiamo il leggendario tram 28, che attraversa l’intero quartiere dell’Alfama, offrendo un giro turistico senza eguali. Vecchissimo, sembra arrivare direttamente da chissà quale stazione remota, fino ai giorni nostri. Sembra aver fatto un percorso lungo decenni. Giallo, dai rumorosi interni in legno e sediolini in pelle scivolosa tanto è consumata, ha una piccola porticina d’ingresso dove paghi il biglietto direttamente all’autista (1,40 a corsa). Questo caratteristico ammasso di ferraglia e simpatia, a fatica si arrampica su stradine in salita larghe solo 4 metri, fa lo slalom tra curve strettissime e vecchie botteghe, in una casbah che mi ricorda molto i quartieri spagnoli della mia Napoli. Siamo nel cuore di Lisbona, un cuore affaticato di mendicanti e gente semplice, raccolti agli angoli e sui marciapiedi, un cuore che pulsa fortissimo e irrora vita vera.

Volto di donna sul tram 28 di Lisbona

Volti del centro di Lisbona

Sosta N.4: Castelo de S.Jorge

Tra spintoni e frenate come nemmeno una cammellata nel deserto, scendiamo al Castelo de S.Jorge, collocato nel punto più alto della città, all’interno di una alcáçova (cittadella) dalla quale puoi ammirare tutta la città ai tuoi piedi. Costruito dai Visigoti per scopi militari nel V sec e ampliato dai mori nel IX sec., divenne residenza reale dal XIV al XVI sec. e conserva, ad oggi, una struttura ancora ben mantenuta. E’ piacevolissimo passeggiare tra le sue suggestive 11 torri di controllo, oziare all’ombra degli ulivi del suo silenzioso romantic garden, perdersi tra le rovine del palazzo reale o ammirare la città dal belvedere. Vale sicuramente una visita e tutti gli 8,50 € per l’ingresso. Completate il giro fuori dalle mura di cinta, artisti di strada accompagneranno la vostra passeggiata tra i pittoreschi angoli del quartiere medievale di Santa Cruz.

Castelo de S.Jorge nel quartiere Alfama di Lisbona

Sosta N.5: Praça do Comércio

Il 28, puntualissimo, ritorna laddove lo abbiamo lasciato e, felici di ritrovarlo ancora intatto, corriamo giù per il colle, fino a Praça do Rossio. Da qui, facciamo un giro tra le stradine del centro storico, abbiamo ancora qualche ora prima della partenza del bus per Albufeira. Dalla Rua Augusta, grande via della Baixa, che brulica di marjuana e baretti, raggiungiamo Praça do Comércio, la piazza più grande nonché una delle più belle della città, riconoscibile per il giallo degli eleganti edifici che si affacciano su di essa e la statua di Josè I al suo centro. Questa piazza dà direttamente sull’ultimo tratto del Tago, prima che questo si perda nel grande oceano. E da qui, prima di rimetterci in viaggio, che godiamo di un meraviglioso panorama tra pescatori di fortuna e le strida di gabbiani affamati.

La piazza più grande di Lisbona: Praça do Comércio

Vi ringrazio per aver letto fin qui e mi auguro di avervi fornito utili spunti per il prossimo vostro viaggio.

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