Noi a Brema sulle note dei musicanti

Brema - Marktplatz con Rathaus e il RolandoQuando quell’estate del ‘92 comprai su una spiaggia di Riccione da un venditore ambulante quel libro di fiabe dei Fratelli Grimm, non avrei mai immaginato che quel mattone dalla copertina rigida blu, i caratteri grossi a stampatello dorati e la figura di un piccolo contadino dai toni pastello, sopravvivesse intatto per oltre 20 anni e che passasse dalla mie mani a quelle di mia sorella per finire in quelle piccole dei miei nipotini. Io che già da piccolissima amavo leggere, non avrei mai pensato che un libro mio venisse letto, poi, tanto tempo dopo ai miei nipotini per accompagnarli dolcemente nel mondo dei sogni. Come me, anche loro sono cresciuti a latte e fantasia. Quella fantasia che nasce sempre lì nei boschi fitti, dove abitano animali parlanti e poveri contadini, bellissime fatine e buffi gnomi, streghe cattive che compiono magie e incredibili incantesimi. Da Raperonzolo a Hansel e Gretel, da Gatto e Topo in società ai Musicanti di Brema quante le fiabe sussurrate a bordo culletta da mia sorella, che, spesso, finiva con l’addormentarsi prima dei suoi monelli. All’età di dieci anni mai e poi mai avrei creduto che quel libro mi avesse portato tanto lontano…..fino a Brema. Già, perché i miei nipoti sono già personcine a cui piace andare a fondo nelle cose! “Mamma vogliamo conoscere i fratelli Grimm”, hanno detto un bel giorno i due ometti a mia sorella sbigottita, che non avrebbe mai pensato, che una fiaba diventasse per i suoi pargoletti un motivo di approfondimento. Mamma vogliamo andare a Brema, la città dei nostri beniamini musicanti. Brema, la città tanto immaginata sotto i caldi piumoni dei loro lettini.

Da Amburgo verso la piccola Lega Anseatica

Wallanlagen Park - Il mulinoUn libro per trascorrere qualche ora di lettura sotto il sole cocente della riviera romagnola, diventava adesso il motto di un viaggio verso il nord Europa. Sulle orme, o meglio, sulle note dei musicanti di Brema, siamo partiti tutti insieme allegramente, da Amburgo ovviamente, soli 120 km. Brema è il più piccolo Land della Germania, non molto distante dalla costa del Mare del Nord. Una piccola bomboniera a misura di bambino. Arriviamo alla stazione centrale della libera città anseatica, col bus che prendiamo allo ZOB di Amburgo. Da lì, dritti al cuore della cittadina. A piedi saranno una decina di minuti, ma si può raggiungere il centro storico anche col tram che taglia in due la città. Non è la mia prima volta a Brema, per cui faccio volentieri da guida. Sul cammino, ritroviamo, immerso nel verde del Wallanlagen Park e in fondo a un laghetto, un carinissimo mulino con le pale in movimento.Sögerstrasse - la statua di bronzo del pastore coi maialini

Il tempo di qualche foto e ci immettiamo nella Soegerstrasse, che prende il suo nome dalle statue in bronzo che danno il benvenuto a tutti i passanti che si immettono nella zona pedonale. Si tratta di un uomo che conduce i suoi maialini. In passato quella era, infatti, la zona su cui transitavano gli animali al pascolo. La zona pedonale è davvero piacevole da passeggiare, tra negozi e piccole casette con le finestre in legno minuscole e i tetti a spiovente….sembra davvero di trovarci nella fiaba di Hansel e Gretel. I miei nipoti vagano col naso all’insù, immaginandosi chissà quale storia o quale personaggio si nasconda dietro quelle vecchie imposte.

I musicanti di Brema

La zona pedonale ci conduce nella piazza centrale della città interamente Patrimonio UNESCO. Fratelli Grimm - la statua dei musicanti di BremaApprocciamo Piazza Mercato da sinistra (lato ovest), per cui incontriamo prima i musicanti di Brema. La statua del 1951 di Gerhard Marcks. In un attimo ritrovo già i miei nipoti aggrappati alle zampe dei 4 amici d’avventura. Secondo la tradizione, porterebbe fortuna strofinare le mani sulle zampe e sul naso di bronzo dell’asinello. Che trip si sono fatti i miei nipoti…pensavano che fosse l’edificio alle loro spalle, la casa dalla quale asino, cane, gatto e gallo spiavano i briganti…quello invece è il Rathaus….con fatica li trasciniamo via di lì. Una fila interminabile di turisti che aspettano il proprio turno solo per uno scatto con i 4 famosi animaletti. Lì vicino c’è il mercatino settimanale, facciamo incetta di Franzbroetchen e frutta….c’è una bancarella che vende cose squisitissime.

Il Rathaus e il Rolando

Rolando di Brema statua in pietra patrimonio unescoCon ancora tra le mani queste leccornie, ci avviamo di fronte al Rathaus. Risalente al 1405 e in stile rinascimentale, rappresenta l’autonomia e la sovranità dei cittadini mentre, invece, la statua in pietra, alta dieci metri, di Rolando il paladino, prospiciente il municipio, è il simbolo della libertà e dell’indipendenza della città, fondata da Carlo Magno, da ogni oppressione politica e religiosa. Libertà, parola scolpita anche sullo scudo dell’Orlando di Ariosto della Germania del nord. La leggenda vuole che la libertà di Brema sarà garantita fino a quando Rolando rimarrà sul suo piedistallo. Affacciati sulla piazza mercato, oltre al Rathaus e al Rolando, lo Schuetting nel suo stile fiammingo, sede della Camera di Commercio, la Chiesa di Nostra Signora, unser Lieben Frauen Kirche la più vecchia di Brema, la Sparkasse, la banca cittadina risalente al settecento. Il tempo di farci qualche foto artistica sulla croce al centro della piazza, che ci avviamo verso la Petri Dom, la basilica di San Pietro in stile gotico. Prima simbolo della cristianizzazione, poi della riforma protestante, questa basilica negli anni da cattolica divenne luterana. Qui la tradizione vuole che gli uomini e le donne che, raggiunti i trent’anni, sono ancora single, possono spazzare gli scalini della chiesa i primi, e lucidarne le maniglie le seconde, fino a che una persona di sesso opposto non darà loro un bacio, liberandoli da questo dovere.

Böttcherstraße e lo Schnoor

Böttcherstrasse e la lastra dorata dell'arcangelo all'ingressoDi qui ci dirigiamo verso la Böttcherstraße, una stradina stretta e lunga 110 m, costruita negli anni 20 e che collega il centro storico di Brema col fiume Weser. La riconoscete subito, perché all’ingresso vi è una lastra dorata, che sormonta il portico dal quale si snoda per intero la stradina, con la figura dell’arcangelo Michele che sfida un drago. Piccoli negozietti di souvenir si alternano a botteghe di artigiani, taverne e antichi punti ristoro. Qui, tra i tanti edifici storici interessanti, segnalo il Carillon a 30 campanelli di Porcellana di Meissen, al cui interno scorrono, intagliate su tavole di legno, le figure di dieci grandi navigatori. Ogni giorno alle 12, alle 15 e alle 18 lo si può sentire suonare. Sembra essere in un’altra epoca. Ma se volete fare davvero un salto indietro nel tempo, è lo “Schnoor” che dovete visitare. Un quartiere, o meglio, un villaggio fiabesco, a est della città, dove ancora si respirano i fasti della Lega anseatica del X secolo. Nelle piccole casette del quattrocento, rimaste intatte, ci vivevano marinai, pescatori, artigiani le cui funi (Schnoor in tedesco), hanno dato il nome al quartiere. Da non perdere è la Hochzeitshaus, la casa degli sposi. In passato, chi si sposava in città, doveva dimostrare di avere una casa, per cui le coppie che venivano dalla campagna, dovevano affittarne una e pernottarci almeno una notte. A Brema ce ne sono tante altre, ma questa, con i suoi 43 metri quadri, è al momento la più piccola al mondo.

Il Bürgepark

Dopo questa piacevole passeggiata, viene a tutti un’po di appetito. Pensiamo allora di mangiare qualcosa nel parco che ancora vogliamo visitare: il Bürgerpark, la nostra prossima tappa. Il Bürgerpark, il parco dei cittadini, è situato al centro della città ed ha un’estensione di 202 ettari. Pensavamo di percorrerlo tutto, ma ci rendiamo subito conto che è davvero immenso. A distoglierci dall’intento iniziale, un mega acquazzone con tanto di lampi e tuoni. Lo ammetto. Me la sono fatta addosso dalla paura. Ci siamo trovati ad un certo punto in una parte labirintica del parco, fatta di alberi altissimi secolari. Senza alcun riferimento e persone a cui poter chiedere, ci siamo ritrovati per miracolo fuori dal parco. Pensavo di morire li, fulminata sotto uno di quegli alberi enormi. Consiglio: non dimenticate una giacca impermeabile con cappuccio e un ombrello, quando visiterete città come Brema e Amburgo. La pioggia ha rovinato quindi la nostra visita al parco, ma sono bastati pochi passi per apprezzare la bellezza e la quiete di questo posto. Una macchia verde al centro della città con all’interno ponti, laghetti, ruscelli, fontane e pure un hotel e tante specie animali e vegetali. Per come è curato, non avrei mai detto che questo parco nacque come libera iniziativa dei cittadini per rimediare alla mancanza di aree verdi in tutta la città. Ancora oggi, il parco è finanziato da associazioni e facoltosi donatori privati. Tutti possono entrarci e godere della varietà di scorci così diversi all’interno della stessa area.

Universum Science Center

Tra la paura per il temporale e lo stupore per aver scoperto un posto così bello, ci dirigiamo verso la nostra penultima tappa: l’Universum Science Center. I bambini non vedono l’ora! Una città della Scienza, per imparare di più sull’uomo, la terra e il cosmo. Temi che costituiscono, poi, le tre diverse rotte all’interno di questo enorme museo, dalla insolita forma di una gigantesca balena argentata. Noi entriamo che è già passata l’ora di pranzo, ma bisognerebbe preventivare una visita di più ore, dato il numero di esperimenti e di curiosi percorsi per grandi e piccini, che si snodano su una superficie di 4mila metri quadri. Il biglietto di ingresso si aggira sui 16 euro a persona. Anche all’esterno c’è un’area con molti giochi, ma, dato il tempaccio e l’ora, non riusciamo a fermarci a lungo. Appena fuori l’Universum, c’è la fermata del tram che ci riporta in centro, dritti di nuovo in direzione Rathaus.

Weserpromenade Schalchte

La giornata è stata davvero lunga e intensa, specie per i tre marmocchi che lamentano mal di piedi e tanta stanchezza. Il sole tramonta e abbiamo ancora un paio di ore prima che il nostro bus riparta verso Amburgo. Ci dirigiamo verso il lungofiume di Brema, la Weserpromenade Schlachte, ossia la passeggiata lungo il Weser. Qui si respira l’aspetto marinaresco di Brema. Lo Schlachte è una zona frizzante, fatta da tante birrerie all’aperto, Biergarten, con vista sul fiume dove è d’obbligo fermarsi per bere una birra in compagnia, magari una Beck’s, la birra di Brema. Localini e bar, di solito sono sempre pieni di turisti e giovani del posto, che qui fanno un aperitivo o trascorrono il dopocena. E’ il posto ideale dove rilassarsi dopo una giornata come la nostra!! Avvistiamo un negozio che vende cupcakes di ogni gusto. Mi fiondo coi bimbi e ci facciamo fare un pacchettino con diversi tortini che messi così tutti insieme, sembrano formare una bellissima torta. Ci sediamo su un tratto del muretto del lungofiume e ce li gustiamo. Prima però, tiro fuori delle candeline e le inserisco sui cupcakes e le accendo con effetto sorpresa per tutti. Era il compleanno di mio cognato. E’ stata una bella giornata con un Happy End degno di nota, con le candeline e tutti i sorrisi, gli applausi e l’allegria che queste sempre portano, semplicemente accendendosi e spegnendosi con un solo soffio.Similar Posts: