A Vienna per 10002 notti con Hundertwasser

Facciata esterna della Kunsthaus WienE‘ la seconda volta che un anello mi porta in una delle più belle città europee. Arrivo dritta dritta a Vienna, la città della principessa Sissi con al dito il mio FreyWille. Ero come stranamente incuriosita da questo artista, chissà forse il nome “Hundertwasser”, ma ci tenevo ad ammirare ad ogni costo dal vivo il suo “10002 Nights”, capire chi e cosa si nascondeva dietro quell’ispirazione, quei colori, quelle linee, la creazione di quel gioiello di cui vado mattissima. Fremo dalla curiosità. Mi sottraggo per una mattina ai palazzi e ai concerti classici e mi fiondo in questa alternativa parte della città.

Friedensreich Hundertwasser: l’estro e la natura

Hundertwasser nasce nel 1928 a Vienna. E’ un artista singolare, che da subito rifiuta gli studi accademici della Wiener Akademie der bildenden Künste al quale si era iscritto e ogni tipo di razionalismo e geometrizzazione, creando uno stile tutto suo personale fatto di pareti e pavimenti ondulati, accostamenti di colori, torri con bulbi dorati, colonne, utilizzo di ceramiche e diversi altri materiali, finestre e porte con forme irregolari, verde, tanto verde, fuori, dentro, sopra gli appartamenti tutti diversi gli uni dagli altri, dove centrale è la figura dell’albero. Dai suoi manifesti “Il diritto della finestra, il dovere dell’albero” (1972), “Che tutto sia ricoperto di vegetazione” (1980), “L’albero inquilino” (1981) è palese l’interesse di un’artista a tutto tondo come Fritz per l’ecologia e la bioarchitettura di cui getterà le basi. Hundertwasser era a favore di quell’arte che rispetta l’ambiente e di un mondo dove entrambi possono vivere in perfetta armonia. Questo il sito ufficiale di Hundertwasser http://www.hundertwasser.at/index_en.php per immergersi a 360° nel suo mondo.

Il quartiere Hundertwasser e la Kunsthauswien

La facciata coloratissima HundertwasserhausSulla Untere Weissgerberstrasse al numero 13 si affaccia la Kunsthauswien, un museo d’arte progettato da Hundertwasser. Gli interni e gli esterni sono un’avventura nuova per gli occhi e i piedi. Qui è abolita l’uniformità degli standard architettonici e si invita i visitatori a stabilire un contatto con la natura, con la terra, col nostro passato di scimmie. Come la natura non è mai uguale a se stessa e mai incorniciata in linee dritte, così le architetture di Hundertwasser si presentano fantasiose, mai scontate, allegre, semplicemente spazi in cui chi vive deve poter sperimentare il ritorno alla terra, alle sue origini e recuperare quella dignità umana che la società moderna ci ha tolto. Ecco il perché di pavimenti ondulati, di spazi verdi e cascate, l’utilizzo di minerali e pietre. Come i primati da cui ci siamo evoluti, dobbiamo poter sperimentare il bello del contatto del piede nudo con un “suolo” mai dritto e liscio. Bisogna riscoprire l’avventura e quell’armonia ed equilibrio che deriva dall’unione con la natura. Più che spazi, Hundertwasser progetta nuove dimensioni che riflettono la sua filosofia di vita, libere da costrizioni e schemi. All’interno della Kunsthauswien vengono organizzate mostre temporanee di diversi artisti contemporanei che affiancano l’unica esposizione permanente che è quella dedicata alle opere di Fritz, il Gaudì viennese. Sono rimasta incantata. Se andate a Vienna non potete mancare questa parte della città, in quanto completamente diversa dalla Vienna imperiale degli Asburgo e di Sissi. Dalla “Silver Spiral” a “Hüte tragen”, a “816 Switch Board” tante le opere che ho scoperto piacermi.
Hundertwasser: serigrafia 10002 NightsE poi collinetta dopo l’altra, arrivo li davanti al grafico tanto immaginato:10002 Nights. Una serigrafia composta da diversi dipinti riprodotti a mano, sempre uguali ma in diversi colori, numerati e firmati dal pittore. Immaginavo colori più forti e altre forme. Faccio una foto, anche se non posso! La mano mi tenta. Non è il mio pezzo preferito ma sono contenta di aver scoperto cosa c’èra dietro il mio anello. Ho conosciuto un grande artista, oggi.
Usciamo di li e ci dirigiamo non lontano, nella Löwengasse ad angolo con Kegelgasse, verso la Hundertwasserhaus, la palazzina di 50 appartamenti costruita da Stowasser (vero cognome di Fritz) negli anni 80 nell’ambito di un piano di sviluppo di edilizia popolare. Stessa logica. Tante foto. Molti curiosi. Troppa neve.
Andiamo via….mi aspetta tanto cioccolato e tanta panna montata…ma non senza Sacher!

Yuuuummmi
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