Dalle vetrine di FreyWille….

Anello Freywille Hundertwasser 10002 NightsCredo sia stato il primo e unico negozio di Amburgo davanti al quale sono rimasta, durante la mia prima passeggiata nella mia nuova città, per un tempo pressappoco infinito col naso e i palmi delle mani appiccicati alla vetrina e la bocca aperta a fare ohhhh. Un tempo in cui mi è sembrato quasi di comunicare con l’oggetto della mia contemplazione e dei miei desideri. Io e lui in totale sintonia mentale, che si è interrotta solo quando mio marito mi ha detto “che dici andiamo via?”. Quei gioielli erano lì, belli più che mai, sotto la luce di potentissimi faretti a esaltarne ancora di più i colori e la brillantezza. Amore a prima vista. Da quella prima passeggiata ne è passato di tempo e quelle strade ormai sono diventate a me familiari, ma non manco mai, ogni volta che passo di lì, di fermarmi davanti a quella vetrina per ammirare, sempre incantata, quei meravigliosi gioielli. Non avevo mai visto in Italia negozi o oggetti simili e quel nome fu uno dei primi dal suono teutonico che imparai “ FreyWille ”. Non sono una fan degli accessori. Mi piace vederli indossati dagli altri, li compro, ne ho molti, ma sono sempre così di fretta, che dimentico di metterli, finendo col farli marcire nella mia cassettina di legno. Sono già per strada, quando mi dico puntualmente frasi del tipo “a pensarci prima qui ci stava bene quel bracciale di corallo”, “cavolicchio! su questo vestito, quella collana d’argento si abbinava alla grande”. Nel tran tran quotidiano mi vesto solo dell’essenziale. Ma quelli di Freywille non sono semplici accessori, nemmeno gioielli preziosi, sono opere d’arte. Mi hanno colpito così tanto, che ho voluto subito saperne di più.

Freywille: gioielli artigianali ispirati all’arte del 900

Freywille è un’azienda viennese fondata nel 1951 da Michaela Frey e Friederich Wille. La capitale austriaca resta la sede dell’Headquarters e della produzione, ma, ad oggi, le sue 130 boutique si distribuiscono in 30 paesi e 4 continenti. Da Los Angeles a Pechino, da Roma a Istanbul. Con i suoi gioielli smaltati e ispirati ai più grandi capolavori delle correnti artistiche del XIX e XX secolo, quest’azienda si posiziona sicuramente nel settore luxus dove regna incontrastata, essendo la prima e, al momento, unica al mondo a produrre pezzi con questa fattura e design. Si tratta di delicatissimi gioielli lavorati a mano per cui la loro produzione e distribuzione risulta essere limitata. E’ proprio l’artigianalità e l’originalità creativa, a rendere le creazioni Freywille così esclusive. Tra le collezioni che ho apprezzato di più quelle ovviamente ispirate ad alcuni dei miei pittori preferiti Mucha, Monet, Klimt. Le spennellate dell’impressionismo, lo stile floreale dell’art neauveau o ancora i motivi estetici di alcune culture come quella russa con i colori decisi e le grafiche semplici (Ultima collezione Passionate Russia) o africana con i caldi colori etnici del safari (Collezione Spirit of Africa) o quella egizia (Collezione Magic Sphinx) con i suoi profili faraonici o quella veneziana misteriosa e dai toni scuri del rosso, nero e dorato con i simboli della capitale storica del gioco e della bella vita (Collezione Venice). Il tutto rivisitato in maniera estrosa e nuova, attraverso un design accattivante, fresco, adatto a tutti i gusti e stili e caratterizzato da varietà di forme, giochi di colore e cura del dettaglio e infinita eleganza. Un omaggio che il mondo della moda fa al genio artistico delle diverse epoche storiche e delle differenti culture, un’ode ai grandi valori come l’amore eterno o alla gioia di vivere (Collezione Ode to the Joy of Life), a creare un prodotto finale eccellente a cui si giunge dopo oltre 80 step e, attraverso i quali, un’equipe fatta di artisti, smaltatori, progettisti, orafi mette in mostra tutta la propria professionalità e precisione. Le montature dei gioielli sono minime, proprio a voler esaltare i meravigliosi disegni fatti a mano, che occupano il 90% dell’intera superficie. Le montature possono essere in oro giallo o bianco 18 carati o in metallo laminato in oro. Date uno sguardo al sito oppure fatevi un giro in una boutique e apprezzerete. Ne sono sicura. Sono gioielli che si fanno notare, perché semplicemente diversi. E questa diversità è divenuta il tratto distintivo di Freywille, che ormai non produce solo gioielli da donna ma anche una linea uomo, sciarpe, borse, cinture, penne.

Quel pomeriggio al civico 7

Un giorno, uno dei tanti in cui mi sono ritrovata a passeggiare a braccetto con mio marito per le vie del centro, come da copione mi sono fermata al civico 7 e, senza mostrare alcun dubbio ho detto: “se dovessi comprare una di queste meraviglie, comprerei quell’anello lì”, indicando con decisione a mio marito il mio prescelto. Dopo due secondi, mi sono trovata dall’altra parte della vetrina. Sicuro dovevamo essere comici a guardarci dall’esterno. La commessa in blu ci accoglie nel negozio dallo stile minimal. Che odore ha il lusso! “Cosa posso fare per Lei”, mi chiede sorridente. Io la fisso imbarazzata, vorrei dirle: “dammi tutto quello che hai!”. Mi assento con questa folle fantasia per qualche secondo, poi sorrido anche io e ripenso di nuovo tra me e me “Non comprerò nulla, è inutile che mi tenti, sto facendo il fioretto. Un mese senza shopping!”. Finalmente con voce cortese le rispondo che vorrei poter solo dare uno sguardo. Ma mica sono convinta di quello che ho detto! Allora la commessa si gira verso il lato opposto alla porta, facendoci spazio per farci entrare e iniziando a camminare lentamente lungo tutto il perimetro del negozio come a invitarci, senza bisogno di parole, ad apprezzare le vetrine di quell’insolito museo. La seguiamo, accettando in maniera tacita il suo invito. Approfittando del fatto che in negozio non c’è nessuno, mi giro verso mio marito, già in cerca dell’anello perfetto, e gli faccio mille gesti come una posseduta, dall’indice a ripetizione nelle tempie a significare “ma sei matto, perché mi hai trascinato qui dentro?” alla fatidica mano sotto il mento “Non voglio niente, non voglio spender soldi!!”, ai mille sbuffi con tanto di occhi spalancati, cercando, invano, di convincere lui e me stessa, che proprio non mi fa piacere essere nel negozio dei miei desideri. Nooooo, che dispiacere!!!! Mio marito cerca di mantenere il contegno, ammiccando calmi sorrisi, quando in realtà dentro di sé, se la sta facendo addosso dalle risate per le mie mosse, isteriche e buffe allo stesso tempo, alle spalle della commessa, che, ingnara del mio teatrino, ci precede come una guida col suo gruppo di turisti. “Non ti preoccupare, guardiamo solo…inizio a cercare il tuo regale di Natale”, mi dice, muovendo in maniera muta solo le labbra. Vabbè si, mi dico per tranquillizzarmi, è sempre bene non ridursi all’ultimo minuto. In fondo mancano solo due mesi, Natale te lo ritrovi addosso senza aver avuto il tempo di un piccolo regalino, ritrovandosi il 23 Dicembre con l’acqua alla gola, tra un mare di folla a sgomitare per trovare quel pacchetto da mettere sotto l’albero. Che scusa banale, che storie che mi racconto! La realtà è che voglio essere esattamente dove sono in quel momento. La commessa resta ancora in silenzio per qualche micro secondo, nel frattempo perfeziona il suo piano di guerra e so che non libererà gli ostaggi, fino a quando non avranno strisciato la propria carta di credito nel suo pos e, sorridenti, usciranno, ringraziandola per avergli gentilmente ceduto uno dei suoi gioielli che, felici, stringeranno accorti nelle proprie mani, come un dono ricevuto gratuitamente. Gratuitamente??? Aiutoooo come si fa a uscire di qui senza comprare, sono nella tana del topo! Io resto dietro la commessa e mio marito segue me in fila indiana. Potrebbe scattare l’operazione “trenino” per rompere il ghiaccio e scappare con grande chiusura! Appena il tempo per girarmi ancora una volta verso di lui, per accennare con le mani uno dei 3000 gesti del patrimonio culturale partenopeo, uno qualsiasi a dire “che cazzo ci facciamo qui nonpotevamoguardaredafuori??” con trecento punti interrogativi, che si volta la commessa. Io, come fracchia, modifico subito l’espressione, ricomponendomi e facendo finta di nulla. Rompe il ghiaccio e ci tira fuori l’impossibile. Non rispondo più di me stessa. E in un battibaleno dimentico i buoni propositi e le mille facce fatte a mio marito, appena due secondi prima e già gli chiedo “Secondo te mi sta meglio quest’anello o quello?”. Sono peggio del cane di Pavlov. Al posto dell’osso, basta un “oggettino” di questo tipo, se così si può definire, dati i prezzi, per farmi partire il riflesso condizionato! Non rispondo più di me stessa e tutta la decisione su quello che avrei comprato, mostrata davanti alla vetrina poco prima di entrare, svanisce nel nulla. Di fronte a quell’esercito di desideri scintillanti, non riesco proprio a scegliere. E vi dirò di più, inizio a dire “ok, visto che non riesco a decidermi,, ti dico già che questo lo voglio adesso per il prossimo natale e questo, invece, puoi regalarmelo per la prossima occasione, pasqua per esempio”, per la serie “ciu is megl che uan”….sono un disastro. Lo shopping chiama e io rispondo! Mio marito se la ride. Il tempo di passare dagli anelli ai bellissimi foulard in seta, che mi ritrovo il pacchettino bello e fatto, pronto sul bancone. Come volevasi dimostrare, nella partita tra la commessa e la mia shopping mania, ha vinto la prima, uno a zero. Dovrei sentirmi sconfitta, ho tradito i miei buoni propositi, eppure sono felicissima e inizio già a fantasticare sugli abbinamenti di smalto, dati i fervidi colori dell’anello. Il 25 Novembre in quel negozio si è tenuta la presentazione della nuova collezione “Passionate Russia”. Siamo stati invitati. Impossibile mancare, fosse stato anche solo per cavalcare il RedCarpet. Bella serata, fatta di bollicine e lustrini. Bella collezione, ma non la mia preferita. Anello o bracciale che sia, il prossimo sarà sicuramente col motivo blu del “Nixe Aqua” di Klimt.

10002 Nights di Hundertwasser

Cosa ho scelto alla fine? Quello che non mi ha mostrato la commessa, intenta com’era, a provocarmi con le più recenti collezioni. Ho scelto il primo anello, quello dell’amore a prima vista. Quello che, anni addietro, notai per la prima volta in quella mia prima passeggiata amburghese. 10002 Nights di Hundertwasser. Non lo conoscevo. Mai sentito prima. Forse, da allora sono passate davvero quasi 10002 notti. Hundertwasser. In quel momento non potevo saperlo, ma quella comica avventura in quel negozio, in quel pomeriggio come un altro di Ottobre, si sarebbe trasformata in uno dei più bei viaggi della mia vita. Io amo i regali improvvisi, quelli senza data e senza perchè, quelli fatti non per ricordarti che sei più vecchia, ma per fermare, invece, il tempo e confermare semplicemente un amore. Quelli che li scarti e ti ritrovi contenta non per il contenuto del pacchetto, ma per la fortuna che hai ad avere al tuo fianco una persona speciale in un giorno normale.Similar Posts: