L’amore ai tempi dei “Like”

Love e LikeIeri sera ho voluto rivedere “Hitch – lui si che capisce le donne” dove a vestire i panni del “Dottor Rimorchio” è il simpaticissimo Will Smith. Pensavo fosse pura invenzione, invece il love trainer o, se vuoi, il “dottor Stranamore” esiste davvero e non mi riferisco a programmi televisivi con sigletta “Only need is love”, né ai successi cinematografici come la commedia romantica di Tennant.

Batticuore VS personal branding

In America e in Inghilterra l’esperto in affari di cuore esiste davvero e sembra essere un lavoro anche ben retribuito, viste le numerose richieste d’aiuto dei giovani di oggi. Jo Hemmings sarebbe una di queste. Con 125 dollari l’ora non impartisce lezioni d’amore. Lei non è l’amica a pagamento che dà consigli di cuore con tanto di clinex in mano. La guru inglese fa lezioni di marketing o meglio di personal branding a tutti quelli che si rivolgono a lei col cuore infranto. Per lei il successo di un incontro dipenderebbe da quanto siamo stati bravi a vendere noi stessi. Noi siamo il prodotto da vendere e, quindi, dobbiamo stare attenti al nostro packaging: cosa diciamo, come ci muoviamo, come ci presentiamo, quello che indossiamo. Insomma, nei tempi delle vite social dove tutto è condiviso e nessuno sembra avere più segreti, tutto si ridurrebbe a una questione di immagine e di self-branding. Niente più spontaneità e romanticismi. Qui non si improvvisa. Tutti siamo in vetrina, pronti a luccicare davanti al miglior acquirente. L’ansia del primo incontro si combatte studiando ogni mossa a tavolino. Dunque, l’innamoramento e il successo in amore sarebbero solo una questione di tecniche unite a ottime capacità comunicative? L’amore come manuale di istruzioni. E il batticuore, e gli sguardi che si incontrano ed è subito magia? Dove li mettiamo? Quanta insicurezza c’è nella gioventù dei super connessi e dei super complessi?

Fatti mandare dalla mamma…

Io dico che è tutta questione di feeling! Non c’è love trainer che tenga se non c’è alchimia tra due persone. E se questa c’è, allora ogni cosa verrà da sé. Certo è, che nel corteggiamento ci vuole una buona dose di coraggio e di fiducia in sè stessi a prova di rifiuto. Mia madre mi racconta sempre del corteggiamento di mio padre. Ancora oggi con occhi innamorati, le piace ricordare le giornate intere che il suo Romeo trascorreva sotto il suo balcone per convincerla a uscire con lui. Lei che, poverina, come una vera cenerentola, era sempre sotto l’occhio vigile di mia nonna che, a quanto pare, non la lasciava mai uscire, neanche a prendere il latte….per mia nonna Morandi era troppo emancipato! Semplicità, sincerità, convinzione. Tutto facile, nonostante i tabù dell’epoca. Quanta pazienza c’era allora che oggi non c’è più? Basta qualche ora in più per accettare un invito o un rifiuto per smontare tutto e cambiare rotta. Il tempo di voltarsi che il corteggiatore sparisce in un battibaleno. Semmai abbia corteggiato. Cos’è cambiato oggi? “Forse le rose in amore non si usano più”, recitava il versetto di una vecchia canzone. Forse tecniche e regole non sono altro che un modo per rompere il ghiaccio e vincere la timidezza e aprirsi alla persona che ci piace. A me piace pensare così. Mi piace pensare all’amore come una questione di feeling. E voi cosa ne pensate?

Immagine di ToodlepipSimilar Posts: