Passeggino Chicco Miinimo – la mia esperienza

Non vedevo l’ora di portare Francesco a spasso per lo stivale. Non vedevo l’ora di mostrargli quanto è bella l’Italia, la terra in cui i suoi genitori sono nati e cresciuti.
Ma questa grande bellezza, lascia spesso un retrogusto amaro. Lo ha già imparato a sue spese Francesco Ioel, che a 9 mesi ha subito il suo primo furto nel paese d’o’ sole. Dov’è nato lui, invece, non sarebbe mai successo! Beh mamme, triste a dirlo, ma ci hanno rubato il carrozzino. Il nostro amato carrozzino.
Forse, chi ha già figli potrà ben immaginare il valore affettivo del primo carrozzino per una neomamma. Il tempo e la cura per sceglierlo quando ancora col pancione, quando ancora non si riesce a dargli un volto a quel piccolo angioletto. Tanti i ricordi di pomeriggi passati a girovagare, provare, paragonare, consultare mamme e leggere opinioni sui forum per fare la scelta giusta. Prendo questo o l’altro? Blu o grigio? E tu, papà, cosa pensi? Sei d’accordo o no? Ti piace? E poi la prima passeggiata al parco dopo il parto. Il giro col nonno, la prima salita in autobus…..e poi…e poi finire come due nomadi urbani, perennemente in giro. Sarà che era quasi una estensione del mio corpo, sono stata malissimo. E’ come se mi avessero portato via qualcosa del mio rapporto con mio figlio, un pezzetto di lui, di noi, di questi primi mesi insieme. Non so come spiegarlo. Chissà in quali mani è finito. So solo che quel carrozzino odorava di lui. Pensarlo in altre mani mi da un fastidio tremendo.

Avevo uno straordinario Mutsy Evo, grigio scuro con gli inserti in pelle marrone chiaro. Quattro ruote da fuori strada e degli ammortizzatori da paura. Ne abbiamo divorato di asfalto. E non solo! Non abbiamo temuto parchi, pozzanghere, salite, discese, spiagge e neve. I san pietrini del centro storico un baffo. Un caterpillar. Grandioso. Consigliatissimo.

L’elaborazione del lutto, ci ha visti chiusi in casa due giorni. Certi musi! Poi il terzo giorno (non è resuscitato, purtroppo!) il supermarito, dopo un attento studio di fattibilità e sotto lo stress del mio cattivo umore :/, è tornato a casa con un grosso pacco. Avete presente quando vi muore un cane e poi ve ne regalano un altro? L’espressione scettica sul volto di chi azzarda il gesto come a dire „chissà se ti affezionerai a lui come con l’altro“. Dopo una pacca di incoraggiamento sulla spalla, il supermarito ha tirato fuori il Chicco Miinimo. Da un fuoristrada a una cinquecento. Ho pensato: „Non mi abituerò mai“. Il primo amore non si scorda, è vero, ma anche il Miinimo inizia a darmi qualche piccola soddisfazione e a distanza di un mese esatto di utilizzo quotidiano sono felice della scelta.

Il passaggio dall’uno all’altro carrozzino non è stato facile, trattandosi di due prodotti completamente diversi, pensati per rispondere a esigenze diverse. I punti di forza di uno sono i punti di debolezza dell’altro e viceversa. Insomma due modelli esattamente agli antipodi.

Chicco Miinimo: punti di forza

Cio che mi piace del Chicco Miinimo è sicuramente il design. Il colore grigio chiaro e la linea essenziale lo rendono semplice ed elegante. Lo abbiamo scelto per la sua praticità. Da chiuso, infatti, diventa super compatto, sta in piedi da solo, prendendo poco spazio in casa e nel bagagliaio dell’auto.

 

La mia review del passeggino Miinimo della Chicco

 

54X48X25. Misure appetibili anche per chi viaggia spesso col treno o con l’aereo e ha la necessità di minimizzare l’ingombro. Devo, però, precisare che le misure da chiuso del Chicco Miinimo non corrispondono a quelle del bagaglio a mano fissate dalle diverse compagnie di volo. Mentre altezza e profondità sono ok, la larghezza massima consentita per un bagaglio a mano è di 40 massimo 45 cm. Per una manciata di cm il Chicco Miinimo risulta non essere omologato. Ciò significa che potreste doverlo imbarcare. A breve ho un viaggio in aereo e sarò lieta di aggiungere a questo post la mia personale esperienza anche in questa situazione. Ritornando al passeggino Miinimo, è così piccolo da pensare di portarlo a mano, quando non serve, riponendolo nella borsa in dotazione, o a tracolla grazie alla cinghia di trasporto regolabile, che trovate alla base del passeggino, sull’asse posteriore. Il peso è anche dalla nostra parte, solo 6,2 kg. Pure da aperto il Miinimo sfila ovunque, in tutti i tipi di ascensore, anche in quelli retrò con le due ante in legno e la monetina. Nei tornelli della metro e nei vecchi portoni con chiavistello. Li ho provati tutti, nessun ostacolo.

Minimo: il passeggino super compatto della Chicco

 

Altro punto di forza è la possibilità di chiuderlo con una sola mano. Quindi, se vi trovate di fronte a una scalinata, o altra barriera architettonica, potete chiudere il passeggino con una sola mano mentre, con l’altra che vi resta libera, tenete il vostro bimbo. Eleganza, compattezza, leggerezza e praticità fanno del Chicco Miinimo un ottimo passeggino, adatto a rispondere alle esigenze dei genitori moderni. Caratteristiche che me lo hanno fatto apprezzare sin da subito e con le quali si differenzia dal mio vecchio Mutsy che, per quanto confortevole, risultava super ingombrante e pesante. Un carrozzino che ho usato senza problemi solo in una città nuova e moderna come Amburgo, paradiso per i diversamente abili, per la totale assenza di barriere architettoniche. In Italia, invece, le difficoltà non sono state poche, ahimè. Città con centri storici e strutture antiquate e assolutamente non a norma in fatto di accessibilità. Considerando il prezzo da listino del Miinimo, 225,00 risulta essere una degna alternativa ai superleggeri più venduti del momento come il Pockit, lo YoYo o il Qbit, più cari e con qualche comfort in meno come la seduta reclinabile. Rispetto a questi, infatti, nel Chicco Minimo lo schienale si abbassa completamente, permettendo al bimbo di sdariarsi e non forzarlo a restare perennemente seduto. Credo che questo aspetto sia da considerare, se teniamo non solo alla nostra comodità, ma anche al comfort die nostri piccoli. Incluso nel prezzo, un parapioggia integrale, comodissimo in caso di maltempo. Il cesto sotto il passeggino pur essendo piccolissimo mi ha retto oggi una spesa di oltre 4 kg. In ogni caso non è da caricare troppo perchè non è altissimo da terra.

Lo schienale del Chicco Miinimo è tutto reclinabile

Chicco Miinimo: punti di debolezza

Veniamo ai punti di debolezza. Il principale è la tenuta su strada. L’ammortizzazione è sufficiente sui sanpietrini del centro storico, ma se consideriamo che il manto stradale delle nostre città non è sempre curatissimo, risulta davvero necessario stare attenti durante il passeggio e rallentare se non vogliamo che il passeggino perda qualche ruota o la schiena del bimbo risenta dell’effetto trapano.

 

A spasso per il centro col mi o Chicco Miinimo

 

Al parco è possibile passeggiare solo se il terreno presenta un rado pietrisco, perchè in caso di sentieri più irregolari o fortemente ghiaiosi dovremo fare a meno di proseguire.

 

 

Prove al parco col passeggino Miinimo

In spiaggia scordatevi di circolare. Neve meno che mai. Essendo leggerissimo e quindi meno stabile e ammortizzato di altri paseggini più grandi e solidi, non considererei l’utilizzo del Miinimo con neonati di poche settimane. Altro punto debole è il freno posto sull’asse delle due ruote posteriori. Si innesca molto facilmente, perchè molto facilmente capita di pestarlo col piede durante la passeggiata, con l’effetto che spesso ci si ritrova col passeggino saldo a terra. Il passeggino è sprovvisto di un frontalino di protezione e il poggiagambe, in teoria regolabile, cede, sotto il peso delle gambe del mio bambino, piegandosi. La cappotta, pur essendo ben ricurva, non copre per nulla il bambino dal sole, costringendolo a strizzare continuamente gli occhi. La seduta è davvero minima.

Per concludere, anche se non avrei mai cambiato il mio Mutsy per nessun’altro passeggino al mondo, sono contenta di aver optato per il Miinimo, nonostante il fatto che non avrei mai barattato la personale praticità con la confortevolezza che solo un passeggino più solido può garantire ai nostri bambini e alla loro schiena. Il Miinimo è per me il passeggino da utilizzare quando il bambino è più grande e non dalla nascita. Un prodotto che sostituisce la seduta del trio.

E voi, mamme, che passeggino consigliate? Quali sono le vostre esperienze? Avete anche voi un Chicco Miinimo? Come trovate le mie considerazioni in merito?

Vi auguro favolosissime indimenticabili passeggiate con i vostri pargoli!

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