Piccole blogger crescono

Cari amici,

è passato quasi un anno dal mio ultimo post. Scusate l’assenza, sono diventata mamma!

In una calda notte di fine Maggio è arrivato, in netto anticipo, Francesco Ioel. Un raggio di sole che ha scaldato da subito le nostre vite, oltre che la città. Più di dieci giorni di fila di bel tempo, come raramente accade ad Amburgo. L’estate all’improvviso.

Non c’è giorno che io non ringrazi Dio per avermi regalato mio figlio, il dono della maternità, di avermi resa partecipe dello straordinario miracolo della vita. Sono estremamente grata per questa meravigliosa creatura, dolce, buona, allegra, che riempie i giorni di sorrisi e tenerezza. Sono felice di essere la sua mamma e di sentire la vita, attraverso lui, in maniera completamente diversa, essenziale.

Durante questa mia lunga assenza ho ricevuto email bellissime e per nulla scontate da lettrici e lettori che mi chiedevano perché avevo smesso di scrivere. Eccomi, sono tornata a raccontarmi attraverso questa mia grande passione che è la scrittura. Sono stata in pausa maternità e ancora oggi non mi è chiaro se è più mio figlio ad avere bisogno di me o sono io ad essere incapace di staccarmi da lui. Ho voluto vivermi in pieno questi nostri primi mesi insieme in maniera totale ed esclusiva. Ancora oggi non so se sono più impegnata ad insegnare o a imparare. Ho avuto bisogno di tanto tempo per riordinare emozioni, spazi e tempi. Ho avuto difficoltà a riconoscere e creare i confini tra noi. Simbiosi. La reincarnazione di un biscotto Ringo. Non ho sentito lo scorrere di questi primi mesi, essendosi trasformati i miei giorni in una interminabile danza attorno ai sorrisi del mio ometto.

Oggi Francesco Ioel compie 9 mesi. E anche io. Da quella sera, da quel nostro primo bacio, caldo e morbido. Pelle a pelle. Tra sangue e lacrime, tutto è cambiato radicalmente e repentinamente. I giorni e la concezione del tempo. Gli equilibri. Le priorità. Noi. Io. Francesco mi insegna tanto del mondo, di me stessa. Da quando c’è, vivo sensazioni fortissime. Gioisco di piccole cose con la consapevolezza della loro incredibile grandezza. Sono scesa giù, nella profondità delle viscere, lì dove risiede l’amore vero. Quello che pulsa allo stesso ritmo del tuo cuore e scorre nelle vene col tuo sangue. Mamma-figlio, un legame come nessun altro. Un cordone ombelicale che, invisibile e indissolubile, in realtà non li separerà mai.

Notti insonni, poppate, i miei picchi ormonali e pianti disperati, rigurgiti, vaccini, febbri, muchi, pannolini, pappe disastrose, sensazioni da jet lag, i dentini che non vogliono venir fuori. Ahi che dolore! E poi….e poi eccoli lì i sorrisi già di primo mattino e a occhi ancora socchiusi a spazzare via ogni dolore e stanchezza. Eccoli lì quei bellissimi attimi di intimità, silenziosi eppure carichi di significato. Poi i primi capitomboli e giravolte che diventano sedute dritte piene di fierezza. Si inizia a gattonare e da lì a mettersi in piedi il passo è piccolo piccolo e allora sì che inizia l’avventura! Il tempo dei primi monosillabi “tettete'” che mi chiama mamma….. No scusa, hai detto mamma? Ripetilo!?
Non c’è parola più dolce al mondo! Che melodia. E allora mammamamamamamamama da sfinirti! Io sono la sua mamma. Che figa questa cosa. Ero accanto a lui in tutti questi suoi progressi, ogni istante. Che privilegio essere mamme e assistere a questa incredibile evoluzione. Un privilegio che ripaga ogni sforzo. Quando la stanchezza ci assale, ricordiamoci della parola P R I V I L E G I O mamme!

Ieri Francesco è andato alla sua prima festa. Quella di carnevale. Era bellissimo nel suo vestitino rosso e nero da Mickey Mouse. Ovviamente non si é presentato a mani vuote. Sotto il suo bolide a 4 ruote nascondeva una golosa torta cioccolato e ricotta, partorita dal forno di casa sua alla mezzanotte del giorno prima, per tutte le mamme che vorrebbero ritornare in forma ma che affogano i propri sforzi nel primo dolce che capita. Tanti bimbi piccolissimi come Francesco, tutti in maschera. Tanti temperamenti diversi che iniziano a imparare a relazionarsi gli uni con gli altri in maniera altrettanto diversa. Non è mancato il bimbo che si impone aggressivamente o cerca di strapparti il ciuccio o il giochino a ogni costo. In quel momento ho realizzato che Francesco sta crescendo e che presto nuovi quesiti e preoccupazioni affolleranno la mente e il cuore di questa giovane mamma. Lo so che è prematuro, intanto ci ho pensato tutta la sera….come reagire alle beghe tra i bimbi di oggi e gli adolescenti di domani? Dov’è il confine tra l’essere presenti e il lasciare che il proprio cucciolo se la sbrighi da solo? Quale stile genitoriale adottare? Quale sarà il mio? Come sono stati i miei genitori con me? In cosa li imiterei e in cosa no? La vita corre, io più velocemente, forse perchè non voglio beccarmi un „impreparato“!

Vorrei essere un genitore da dieci e lode, invece.
Ma per dirla con le parole dello scrittore Marcello D’Orta: “Io speriamo che me la cavo”!

Sono ritornata. Siamo ritornati.
Mi siete mancati.
Torno nella centrifuga e mi auguro che questo lavaggio sia breve per tornare a raccontarmi nuovamente prestissimo.

Una dolce ninna nanna belle stelle!

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