Rito religioso o rito civile?

Rito religioso: celebrare il matrimonio in chiesaRaccolte le idee su come vorreste che fosse il giorno del vostro “Si”, stabilito lo stile del vostro matrimonio, definito il budget disponibile e abbozzata la lista degli invitati, vi accingete a passare dalla fase della pura pianificazione a quella organizzativa vera e propria. Basta bozze e disegnini, basta idee e fantasie. Adesso è il tempo dell’azione pratica. Scendete in campo e trasformate la vostra immaginazione in realtà. Da questo momento in poi inizierà a prender forma il vostro evento. Ma attenzione i primi passi che muoverete non saranno nell’olimpo dello shopping ma quelli nella giungla burocratica!

Rito religioso o Rito civile?
La prima domanda da farsi, e anche molto in anticipo, è se si vuole celebrare un matrimonio religioso o con rito civile. Se volete celebrare le vostre nozze secondo i dettami del vostro credo dovrete, nel caso della religione cattolica, frequentare circa un anno prima della presunta data di nozze il “Corso prematrimoniale” che, a seconda della diocesi di appartenenza e anche delle situazioni, avrà una durata più o meno lunga, in media di un anno e vi impegnerà per una volta a settimana per un paio di ore. Per molti si tratta di un fastidioso impegno, spesso inconciliabile con altri. Il Corso pre-matrimoniale è, invece, un modo di avvicinarsi con fede alla chiesa, che aiuta a capire con la riflessione e la preghiera il sacramento del matrimonio. E’ un percorso importante di preparazione alla coppia e alla famiglia, al loro significato cristiano. Il rito civile, invece, vi risparmia quest’impegno, prevedendo un iter molto più veloce e semplificato. Indispensabile per questo sacramento è aver già fatto la cresima.

La cerimonia: chiesa, sala comunale o effetto speciale?
La scelta del rito, religioso o civile, influisce molto sulla scelta della location e sulle modalità di svolgimento della cerimonia. Nel primo caso non resterà altro che scegliere tra la propria chiesa o quella del proprio partner, nel caso in cui si voglia far celebrare il rito al proprio parroco di riferimento nella chiesa dove si è cresciuti e dove eventualmente si sono ricevuti gli altri sacramenti. In alternativa, si potranno valutare le altre chiese della città che più ci piacciono o che sono più vicine alla futura residenza o al luogo in cui avranno luogo i festeggiamenti.
Il rito cattolico vincola lo svolgimento della cerimonia unicamente a chiese e cattedrali, essendo pochissime le strutture non religiose, come ville e casali che, disponendo al proprio interno di altari consacrati (unica condizione sine qua non), offrono location alternative in quanto abilitate allo svolgimento di un matrimonio religioso a tutti gli effetti pur non essendo luoghi di preghiera veri e propri. E’ un esempio il Grand Hotel Saraceno sulla Costiera Amalfitana con la sua piccola cappella. Con il rito civile, invece, si ha la possibilità di celebrare le nozze, oltre che nelle classiche sale comunali, e ce ne sono alcune davvero bellissime, anche in altri luoghi meno usuali che danno un tocco di piacevole novità. Ci sono comuni che, infatti, oltre alle sale del comune mettono a disposizione dei futuri sposi diverse ambientazioni tra cui scegliere, alcune davvero suggestive, perché storiche o perché caratterizzate da scenari mozzafiato. Qui la scelta è ampia, proprio perché il rito non è legato alla sacralità del luogo. Terrazze, castelli, teatri sono tutte le possibili location da considerare, se si convola a nozze con rito civile. Sono un esempio il Maschio Angioino di Napoli nelle cui sale è possibile sposarsi civilmente, o ancora la sala comunale all’interno del teatro Garibaldi di Caserta o ancora la meravigliosa terrazza a picco sul mare di Villa Fondi appartenente al Comune di Piano di Sorrento o il chiostro di San Francesco, raccolto e suggestivo, tra portici e alberi in fiore del comune di Sorrento. La mia scelta. Carinissima anche la Casina Vanvitelliana sul lago Fusaro a Bacoli (Na).

Sono molti, inoltre, coloro che, non trovando una location adatta allo stile del proprio matrimonio o semplicemente ai propri gusti tra le opzioni possibili messe a disposizione da comuni e parrocchie, e non volendo rinunciare alla spettacolarità estrema e all’effetto novità, scelgono una cornice diversa e personalizzata che, in quanto non autorizzata né allo svolgimento del rito civile né di quello religioso, può offrire solo la “messa in scena del matrimonio” che, fattualmente, si svolge prima del momento del “si” scambiato dinanzi a familiari e amici. Si tratterebbe quindi di location in cui può avvenire solo un matrimonio simbolico o fittizio, in quanto quello vero e proprio avverrebbe prima e in altra sede. Allora perché non sbizzarrirsi con le idee più strane: cerimonie in riva al mare, in aperta campagna, sulle baite di montagna, sott’acqua, su una mongolfiera, nel giardino di casa, su terrazze panoramiche, all’interno di castelli, casali o ville. E a celebrare le nozze non più parroci in tunica e impiegati comunali, ma persone davvero importanti della propria vita. Un esempio è quello di Villa Antiche Mura a Sorrento una bellissima villa nei cui locali è possibile non solo festeggiare ma anche svolgere la cerimonia (fittizia). La sua terrazza verso l’infinito del mare della baia delle Sirene è semplicemente stupenda. Questa, come molte altre simili, è una soluzione anche comoda per gli invitati che non devono affrontare andirivieni e strapazzi tra luogo della cerimonia e luogo dei festeggiamenti, in molti casi davvero agli antipodi. Noto per matrimoni in spiaggia è il Sohal beach di Bacoli (Na).
Ma non è solo il tipo di rito a influire sulla scelta del luogo in cui ci si prometterà amore eterno. Anche lo stile del matrimonio e il numero di invitati giocano un ruolo di fondamentale importanza nella selezione. Le chiesette in riva al mare o le spiaggette private sono perfette per matrimoni in stile marinaro con pochi invitati. Chi ha stilato una lunga lista di invitati non potrà prendere in considerazione luoghi con un limitato numero di posti a sedere e in piedi. Le chiesette di campagna sono, invece, ideali per matrimoni country con prosieguo della festa in grandi casali o agriturismi. I festeggiamenti in stile Boho seguiranno cerimonie in boschi o grandi giardini, mentre quelli in stile principesco troveranno la loro giusta ambientazione all’interno di enormi castelli. Queste ultime soluzioni forse si adattano meglio a liste di invitati chilometriche. Insomma fate in modo che ognuno abbia il suo posto nell’assistere al vostro momento e sia messo in condizione di emozionarsi comodamente!

Iter e documenti per il rito religioso
Scelta la chiesa o la sala comunale, in seguito ad un colloquio con il parroco o l’impiegato comunale al fine anche di verificarne le disponibilità, e fissata la data, inizia un iter burocratico più o meno lungo a seconda del tipo di rito scelto, civile o religioso. Per chi sceglie il matrimonio religioso, deve fornire alla propria parrocchia di riferimento (quella di uno dei due sposi) i seguenti documenti:

  • Certificati di Battesimo e di Cresima (di entrambi rilasciati dalla parrocchia in cui si sono ricevuti i due sacramenti);
  • Certificato di Stato Libero Ecclesiastico col quale si attesta che il richiedente (sia lui che lei) non ha contratto già matrimonio con rito religioso;
  • Attestato di partecipazione al corso prematrimoniale della coppia;
  • Il nulla osta ecclesiastico rilasciato dalla Curia, necessario per chi decide di svolgere la cerimonia in una parrocchia diversa da quella propria di appartenenza.

Sarà, poi, il parroco che ha istruito le pratiche per il matrimonio, a rilasciare alla parrocchia nella quale di è deciso di celebrare le nozze, lo stato dei documenti, autenticato dalla Curia, insieme al certificato civile di avvenute pubblicazioni. Parallelamente in comune, all’Ufficio di Matrimonio di stato civile, a cui ci si presenterà con un documento valido, bisogna consegnare i seguenti documenti:

  • Certificati di nascita
  • Certificati di residenza
  • Certificati di cittadinanza

A questo punto, gli sposi fisseranno un colloquio con il parroco della chiesa presso la quale hanno consegnato tutti i documenti e durante il quale lo stesso si accerterà che i due contraggono il matrimonio liberamente e per propria volontà, rilasciando quindi infine il suo Consenso religioso e la richiesta delle pubblicazioni da consegnare al comune.
Con tale richiesta, la Carta d’identità e il codice fiscale si avvia al Comune la procedura ufficiale del Consenso, durante la quale si accerta e registra la volontà reciproca dei futuri coniugi di sposarsi (con delega firmata ci si può presentare anche in assenza del partner). Dopo il Consenso, e accertato lo stato di libertà da vincoli di matrimoni precedenti, il Comune elaborerà la documentazione necessaria per le pubblicazioni civili, affisse, con le generalità dei futuri sposi e il luogo di celebrazione delle nozze, per 8 giorni presso la Casa Comunale dei comuni di residenza di entrambi i futuri sposi. Trascorsi tre giorni dal decorso delle pubblicazioni, l’Ufficiale di Stato Civile, in assenza di opposizioni, rilascerà un certificato di avvenute pubblicazioni da consegnare al proprio parroco insieme a un nulla osta in cui si dichiara che i due fidanzati possono celebrare le nozze entro e non oltre 180 giorni dalla scadenza delle pubblicazioni. Le parrocchie dei due fidanzati così come quella dove avverranno le nozze possono, a questo punto, esporre le pubblicazioni religiose per 8 giorni (comprese due domeniche). Se tutti sono d’accordo e nessuno si è opposto mi sa che potete proseguire….Questo matrimonio s’ha da fare!

Foto di Luigi Matino fotografoSimilar Posts: