Chiedi alla Polvere

Chiedi alla polvere capolavoro John FanteDopo tre mesi dall’inizio, ho finalmente finito il romanzo autobiografico di John Fante „Ask the Dust“ (Chiedi alla polvere), pubblicato nel 1939. Arturo Bandini, alter ego dell’autore, è un ventenne italo-americano col grande sogno di diventare uno scrittore di fama internazionale.

La mia recensione

L’intero romanzo è intriso della personalità inetta e narcisista di Arturo, scrittore squattrinato eppure spendaccione, inconcludente nella vita professionale quanto in quella privata. Incapace di dimostrare il suo amore a Camilla Lopez, cameriera americana di origini messicane che, innamorata di Sammy, suo collega purtroppo malato di tisi, non ricambia l’amore del giovane scrittore. Una relazione strana quella che si stabilisce tra i due, incapaci di amarsi, lontani tra loro eppure vicini, legati dalle loro solitudini e da quella necessità di affetto che entrambi non riusciranno mai a soddisfare. Lo scrittore squattrinato e la cameriera dalla pelle scura e i denti bianchi si rincorrono e si cercano, si consolano e si insultano, si aggrediscono e poi si perdono. Coperti dalla polvere. Quella polvere che è poi la vera protagonista del romanzo, quella polvere che tutto copre e cancella, anche il sogno americano degli immigrati come Camilla e Arturo, e che si erge a simbolo di una vita dove è facile perdersi. Il romanzo è ambientato nella Los Angeles degli anni ’30 che ancora porta i segni della Grande Depressione, tra le sue strade impolverate e gli hotel infimi dei suoi quartieri più poveri come Bunker Hill. A permeare il romanzo, la povertà d’animo e l’inferiorità sociale dei personaggi disperati che lo popolano come Hellfrick, Mrs Hargraves, Sammy, Vera Rivken. Vite segnate dall’alcolismo e dalla droga, dalla malattia, dalla paura di non farcela in quel paese lontano dalle proprie radici, che ancora non accetta e non integra chi ha origini diverse, dove vigono regole e pregiudizi, dove un americano non può stare con una messicana, dove bisogna ostentare ricchezza per sentirsi arrivati. Personaggi che si incontrano e si scontrano con Arturo, che trascorre le proprie giornate tra incertezze e autoflagellazioni, grandi ambizioni, gioie acute e dolori abissali, nelle strade buie e deserte di Los Angeles e le quattro pareti dell’Hotel Alta Loma.

Un finale avvincente

Dopo pagine a tratti ironiche e a tratti tristi e deprimenti, il romanzo subisce una forte accelerazione in quelle che seguono il terremoto di Long Beach, che tutto smuove, anche Arturo. Da quel momento, tutti i fili dell’intreccio vanno tirandosi in una maglia sempre più stretta. Da quel momento le giornate vuote, eppur piene di disperazione di Arturo, sembrano acquisire un senso. Tutto và al suo posto. Lo scrittore ritrova la sua ispirazione per il suo secondo lavoro “Le colline perdute”, finalmente riesce, ubriaco, a manifestare il suo amore alla sua amata, pur dovendosi rassegnare per sempre, di lì a poco, alla sua scomparsa, al suo abbandono. Il capitolo finale, quello in cui Bandini và alla ricerca di Camilla, è quello più avvincente. Puoi sentire forte la sconfitta e la disillusione del protagonista nel vuoto del deserto Mojave, in cui tutto scompare. Camilla, le sue speranze. 183 pagine in cui John Fante presenta con forza bruta e in maniera esasperante gli aspetti più sordidi della vita, di alcune vite, vuote, insensate, misere, esaltandoli per spronare empaticamente il lettore a incarnarsi per 183 pagine in Arturo Bandini. 183 pagine difficili per me. Ho provato la nausea di Arturo per le arance, la frustrazione per la mancata ispirazione, le ustioni di Vera. Uno stile semplice ma da effetto. Non consiglierei questo libro, ho impiegato molto tempo per leggerlo, ma riconosco la grandezza di Fante per quello che, con la sua penna, riesce a trasmettere al lettore. Credo sia questo ad aver aperto all’autore le porte dell’Olimpo della narrativa americana del ‘900.
Spengo la luce e vado a letto, esausta ma felice di aver finito il mio libro, spero di non sognare né Hellfrick né il deserto Mojave.Similar Posts: