Mancano solo 24 giorni…Inizia l’Avvento

Albero di Natale - dettaglio con pallina rossaOggi sono da sola in casa! Che pace! E’ una fredda domenica dal cielo aperto. La prima di Dicembre. Ci sono foglie rosse e gialle ovunque, anche nel giardino condominiale. Silenzio solo silenzio. Ne approfitto per preparare ogni cosa, prima che arrivi mio marito. Oggi è la prima Domenica di Avvento e ancora la mia casa non è preparata a festa, anche se le calde luci del mio albero di Natale si accendono e si spengono già da una settimana! E’ incredibile la felicità e il calore che provo, quando la casa si illumina solo di luci a intermittenza. Mi sembra che tutti gli esserini, che ogni anno appendo ai rami di pino, vivino di vita propria, facendomi sentire in compagnia anche quando in realtà non lo sono.

Weihnachstmärkte: mai più senza

Ancora mancano il calendario e la corona dell’avvento. Non ho mai sentito il Natale così come da quando sono qui ad Amburgo. I tedeschi vivono il Natale in maniera intensa, sentita, fiabesca, fanciullesca. Si preparano a questa festa con largo anticipo. Quest’anno ho visto spuntare il primo Babbo Natale di cioccolato già il 26 Settembre! Magari era lì già da giorni. La città la vedi trasformarsi ogni giorno sempre un’po di più. Il via all’attesa del Natale lo danno i Lebkuchen, biscotti della tradizione natalizia tedesca. Sono tremendamenti buoni, morbidi e ricoperti di cioccolato, profumatissimi, perché farciti di spezie come lo zenzero, la cannella e la noce moscata. Somigliano molto ai mustacciuoli napoletani, senza però avere la paura di doverti fare la dentiera, dopo aver provato a dare anche solo un piccolo morso! Bastano da soli a farti sentire l’arrivo del Natale. Io li adoro!

Poi arrivano gli addobbi nei negozi e per le strade. Ovunque è una festa di luci, palle colorate e spumoni in ogni angolo, anche se è Ottobre e magari in Italia, lì giù in Sicilia, fa caldo e si và ancora tutti in spiaggia. A metà Novembre, avviene la trasformazione finale. Arrivano loro: i mercatini di natale. Che siano capanni dai cucuzzoli di plastica bianca o casette di legno come i rifugi di montagna, la magica atmosfera che creano è sempre unica. Tutti li attendono. Si fa il collo lungo e già a inizio mese siamo tutti a chiederci impazienti: “Ma quando aprono quest’anno i mercatini?”. Poi all’improvviso spuntano. Li vedi da lontano. Luccicano. Sembrano comparire dal nulla. Sono isole senza tempo. Sembra che quelle persone siano rimaste lì un anno intero e che nulla sia cambiato. Hai l’impressione che tu stia vivendo un flashback o un déjà-vu e che i dodici mesi che separano un Natale dall’altro non siano mai esistiti. Tutto è uguale. Tranne tu, che sei un anno più vecchio, ma col cuore sempre giovane a Natale. Ci metti piede e diventi bimbo e come tale ti appresti a vivere quel mondo, con allegria, entusiasmo, curiosità. Basta varcarne la soglia, per dimenticare che hai avuto una giornataccia in ufficio o che devi fare ancora mille cose. E’ un’altra dimensione. Tutti ridono, forse per l’effetto del glühwein (vino caldo) o forse perché fa così freddo, che ti si sono paralizzati i muscoli facciali e, nonostante i gradi sotto zero, sei felice di essere lì, in compagnia di un mare di gente che non aspettava altro che congelarsi come pinguini tra un giro di bancarelle artigianali, una cioccolata calda e una raclette. E poi arrivano le otto e se ti trovi al mercato del municipio lo puoi addirittura vedere. Si, lui Babbo Natale! Devi solo alzare la testa e drizzare le orecchie, perché lo vedrai volare sulla sua slitta, che si fermerà proprio lì sul tuo capo, mentre lui, col suo vocione simpatico e di petto ti racconterà, come tutti gli anni, la storia di Rudolph, la renna dal naso luccicante. E’ un turbine di luci, stelle, ohhhhh, risate e brindisi. Sai che è tutto finto, eppure ti piace credere a tutto questo e ti accorgi di quanto sia bello riscoprirsi bambini. Quest’anno l’apertura di tutti i mercatini è stata il 25, inizio di questa settimana. In città ce ne sono tantissimi: da quello piccolo e accogliente di Gänsemarkt a quello principale del Rathaus a quello alternativo del quartiere a luci rosse, St. Pauli. Non potevo perdermi il giorno di apertura. Inaugurazione tra salsicce e Bratkartoffel. E quando ritorno dall’Italia, dopo le feste natalizie e non li trovo più, mi viene una botta di malinconia. Riescono addirittura a mancarmi!

L’Adventskranz: le luci del buon augurio

Corna Avvento e Calendario AvventoAllora prendo la busta dello shopping di ieri e tiro fuori la mia corona e le quattro candele rosse, anche se la tradizione le vorrebbe viola. Quando ero ancora dai miei in Italia, non sapevo manco cosa fosse una corona dell’avvento. La prima, credo di averla vista proprio qui ad Amburgo, infatti sembra appartenere ad una tradizione natalizia tipica dei paesi germanici e anglosassoni. Fu un pastore protestante nella metà del diciottesimo secolo a creare la prima corona dell’avvento con 24 candele, una per ogni giorno che precede il Natale. Oggi Se ne vedono delle più diverse in giro, da quelle più creative, che ben si adattano agli arredamenti dall’ultimo design, a quelle più tradizionali, come la mia, con i dettagli rossi, in oro o argento. Possono essere fresche o in plastica, già confezionate o da costruire completamente. Si tratta di una corona formata da rami di abete o comunque da rami di piante sempreverdi. La struttura circolare è impreziosita da bacche, palline, lucine e pigne e sorregge quattro candele, una per ogni domenica dell’avvento. Non sapevo che gli elementi della corona dell’avvento avessero un significato simbolico. Cioè si, solo non sapevo quale fosse. La prima candela è quella del Profeta e ricorda la profezia sulla venuta del Messia, la seconda è la candela di Betlemme per ricordare la città di nascita di Gesù, la terza è quella dei pastori, che furono i primi a vederlo, l’ultima è quella degli Angeli che ne annunciarono la nascita. Un’altra tradizione vuole invece che le quattro candele rappresentino semplicemente la Speranza, la Pace, la Gioia e l’Amore. In ogni caso, le candele sono simbolo della luce che risorge, di preparazione al Natale, la festa per eccellenza, attraverso la nascita di Gesù, della celebrazione di quel Sole che brillerà in eterno e che vince sulle tenebre. Motivo per cui la data della nascita di Gesù fu fatta risalire per convenzione al 25 Dicembre, 4 giorni dopo il solsitizio d’inverno, quattro giorni dopo il 21 Dicembre, il giorno dell’anno con meno ore di luce e, dopo il quale, le giornate iniziano ad allungarsi fino al 21 Giugno, che, di contro, è il giorno più lungo dell’anno. Molti aggiungono anche una quinta candela, proprio il giorno di Natale, ponendola al centro della corona che simboleggia, invece, con i suoi rami sempreverdi la speranza nella vita eterna. In ogni caso, la corona è un augurio positivo, che non può mancare in una ricorrenza tanto importante come quella del Natale, la mia preferita. Io la metto al centro del tavolo e la accendo la sera, quando ceniamo….è tanto romantica!

Il mio Adventskalender: 24 giorni tra dolcezza e saggezza

Il mio calendario dell'Avvento fai da teDopo la corona è la volta del calendario dell’Avvento. Ogni anno sono in preda al panico….”e quest’anno cosa mi invento?”….e mi riduco sempre all’ultimo….e alla fine opto sempre per la stessa soluzione….cioccolattini e una selezioni di citazioni che adoro o che trovo particolarmente significative o che mi ricordano un momento importante della mia storia con mio marito. Il calendario, come la corona, si rifà ad un’antichissima tradizione dei paesi di lingua tedesca, a quando le mamme preparavano per i propri figli delle casette con ventiquattro finestrelle, una per ogni giorno del periodo dell’Avvento. Un modo simpatico per preparare i piccoli alla grande festa. Le finestrelle contenevano di solito dei versetti della Bibbia. Fu Gerard Lang a produrre il primo calendario con tanto di finestrelle, per ricordare quelli colorati che sua madre gli preparava da bambino. Da lì, poi, ebbe inizio la commercializzazione dell’idea di Lang da parte di altre aziende, che iniziarono a sostituire, dietro ogni finestra del calendario, i versetti della Bibbia con piccoli cioccolattini. Ce ne sono di tanti tipi, da quelli commerciali già confezionati a quelli fai da te. Da quelli più semplici, costituiti da mollettine numerate legate a un filo a quelli più costosi, come le casette in legno con tanto di cassettini, a quelle più creative formate con lattine di birre. Insomma, qui i creativi possono davvero mettere alla prova il proprio talento. In quanto al contenuto, si va dai semplici cioccolattini per i più golosi, alle bustine di tè, alle cialde del caffè, a frasi d’amore o di augurio, cacce al tesoro, pagine di libri da leggere, giochi e trallallero trallallà. Io quest’anno ho sostituito il calendario usato negli ultimi anni, fatto di calzettine di sacco, con uno fatto all’ultimo momento, nuovo di zecca. Ho preso un cappello di babbo natale, di quelli rossi con la pallina bianca, e ci ho cucito, all’interno della fascia bianca che va sulla fronte, una cordicella, da un lato all’altro, legando le due estremità. Quindi l’ho appeso alla parete e l’ho riempito di cioccolattini. Sulla superficie esterna, in corrispondenza delle cuciture laterali, poi, ci ho attaccato tante mollettine piccoline numerate, ciascuna con la propria frasetta. Non c’è anno in cui io non inizi con questa citazione di San Francesco: “Fai attenzione a come pensi e come parli, perché può trasformarsi nella profezia della tua vita”. Non è grandiosa questa frase? Per la serie siamo ciò che pensiamo. Il motto del mio Adventskalender 2013 è “Motivazione e crescita personale”. Sul mio profilo facebook posterò ogni giorno una frase del calendario. Magari mi dite la vostra!

Faccio in tempo ad accendere la prima candela che bussano alla porta! E’ il mio piccolo….adesso si che inizia la mia attesa del Natale!

Buona prima Domenica di Avvento a tutti!

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