Un posto nel mondo – Le mie riflessioni

Un posto nel mondo - terzo romanzo di Fabio VoloE’ Lunedi, ore 8:30. Sono nel bus e ho già il fiatone! Si, perché ho già corso dietro il 4 e il 152, che ovviamente ho perso, ma alla fine riuscirò anche stavolta ad essere in ufficio in orario. Mi guardo attorno e, come ogni Lunedì, nel bus affollato solo visi allegri e motivati! Tutti abbiamo una gran voglia di iniziare una nuova settimana!
La mamma che porta il figlio a scuola, rimproverandolo, come ogni volta, del fatto di essersi alzato troppo tardi, col rischio di arrivare anche stavolta a portone già chiuso; la ragazzina che, invece, ha paura del compito in classe di matematica e si fa consolare dall’amichetta secchiona; il manager lì, sempre stesso vestito grigio, che già litiga al telefono col cliente; la donna, seduta in fondo, triste mentre spiega all’amica della fine della sua storia con Tommy …e poi ci sono io che, assonnata, penso che ad Agosto e col caldo vorrei essere ancora a bagno nelle acque di Formentera anziché nel bus per andare a lavoro….

E allora mi vengono in mente i suoi libri, i libri di Fabio Volo, che io adoro per la leggerezza dello stile che stride simpaticamente con la profondità delle sue riflessioni esistenziali. Si, perchè Fabio Volo è per me l’incarnazione delle domande e delle riflessioni di noi giovani di oggi. Presi dal veloce tran tran della vita quotidiana, cerchiamo una realizzazione professionale in un mondo senza certezze, aderiamo a tutta una serie di schemi e di mode che forse non ci piacciono realmente, ma che spesso accettiamo per dire agli altri: “eccomi ci sono anche io e appartengo al vostro gruppo”, relazioni veloci e spesso sterili…ma chi si concede realmente il lusso di fermarsi per ascoltare i propri pensieri, nel tentativo di dare un senso alla propria vita, mostrando il coraggio di invertire la rotta verso la ricerca della propria felicità? Quanti di noi, qui, adesso, su questo bus sono realmente felici di essere dove sono e di andare dove stanno andando? La felicità, condivido con Fabio volo, è davvero “volere sempre quello che si fa e non fare sempre quello che si vuole”.

Tema del romanzo

Sono queste le domande semplici, eppur difficili, che Fabio Volo pone a se stesso in quasi tutti i suoi romanzi. Nel mio preferito, “Un Posto nel Mondo”, il terzo romanzo dell’autore bergamasco, pubblicato nel 2006 ed edito da Mondadori, Michele e Federico sono due amici per la pelle, che decidono di spezzare il flusso della vita quotidiana e di partire alla ricerca del proprio posto nel mondo. Un viaggio lungo che termina dentro sè stessi e in quella metà che ognuno di noi ha. “Andare via solo per prendere la rincorsa, per tornare più vicino”, parafrasando lo stesso Fabio. Un percorso verso mondi nuovi, per imparare a capire e amare sè stessi e stabilire in questo modo un ponte per arrivare all’altro. Un tempo per pensare e ripensarsi, per andare incontro ai propri sogni, senza pretendere che i nostri sogni facciano tutta la strada da soli per arrivare fino a noi. “Ai sogni bisogna mostrare coraggio” scrive Fabio. Bellissima la metafora del maratoneta, che non riporto qui, per incitare le poche amiche, che ancora non lo hanno fatto, a leggere questo libro tutto d’un fiato come ho fatto io che, come Fabio, “voglio lasciarmi andare, voglio di più per me e buttarmi per cadere verso l’alto”.
Eccomi quasi arrivata, prenoto la fermata e, mentre attendo l’apertura delle porte, ricevo un messaggio di buongiorno dei miei genitori e allora penso che, forse, quello che mi manca adesso è “solo” un abbraccio di mia madre e che non c’è null’altro che vorrei in questo momento per me.
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